giovedì 31 marzo 2011

Stavo giusto parlando di pertinenza... [una prospettiva diversa sul "+1"]

Ieri vi stavo parlando di pertinenza come obiettivo primario dei motori di ricerca, per contrastare l'enorme quantità di contenuti e il conseguente overload informativo creatosi...

E proprio mentre ve lo stavo dicendo... (alla faccia del tempismo!) Google ha lanciato il suo nuovo pulsante social, il "+1" di cui tutti oggi parlano...

Ecco il video di presentazione della nuova feature...

 

... che Google presenta con le seguenti parole...
Oggi facciamo un ulteriore passo avanti, offrendovi la possibilità di condividere i vostri contenuti preferiti con il mondo, proprio nei risultati di ricerca di Google. Si chiama +1 l’abbreviazione digitale che sta per "te lo consiglio". Per suggerire qualcosa, tutto quello che dovete fare è cliccare sul tasto +1 su una pagina web o su un annuncio pubblicitario che ritenete utile. Questi +1 inizieranno ad apparire nei risultati di ricerca su google.com...
In molti lo definiscono il concorrente diretto del like facebookiano... Io spero proprio di no!

Purtroppo il pulsantino che (inutile negarlo!) ha irreversibilmente cambiato le nostre vite, non si può dire sia particolarmente devoto alla pertinenza.

Mi spiego meglio: soprattutto ora che Mr Zuckerberg ha, di fatto, equiparato "like" e "share", ogni volta che si testimonia il piacere di aver letto, o visto o sentito qualcosa di interessante, il contenuto non solo viene marcato dalla nostra preferenza, ma viene direttamente "sparato" sulle bacheche dei nostri contatti. Il che come potete capire genera ulteriore ridondanza e va contro i principi della pertinenza (o rilevanza come la chiamano a Google).

Vero anche che l'idea (abbastanza dichiarata!) del "mi piace" di Facebook è quella di una mappatura dei gusti e degli interessi degli utenti, mentre Google (che con lo stesso metodo ha già costruito la rete di annunci pubblicitari più grande del web) ha la necessità di puntare ad un miglioramento delle penibili condizioni in cui versa attualmente la search, se non vuol rischiare una massiccia migrazione verso altri porti (intesi come servizi o come tecnologie!).

Per questo spero che il "+1" sia davvero uno strumento che possa aiutare l'utente piuttosto che aumentare la confusione e generare la classica rincorsa al "chi ce n'ha di più"...

Magari sono speranze vane, ma se non si esprimono prima che lo strumento cominci "a fare danni", non si esprimono più!

Che cosa ne pensate?

p.s. e se fosse tutto un pesce d'aprile... ;-)


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mercoledì 30 marzo 2011

Parole, parole, parole... (quando la quantità diventa un problema)!

Tante, tantissime, forse troppe... le parole, o per meglio dire i contentuti (non solo parole, ma anche video e foto!), che vengono creati e pubblicati ogni giorno sul Web.

E questa massiccia quantità di informazione solleva diversa problematiche...

Una ricerca di Contently ha provato a definire precisamente i numeri dei contenuti online. Ed i risultati sono a dir poco incredibili. In rete vengono prodotti e condivisi, ogni giorni, la bellezza di:

  • 140 milioni di tweets;
  • 1 miliardo e mezzo di "pezzi" su Facebook (status, note, articoli, foto, commenti e video);
  • Oltre 1 milione e mezzo di post pubblicati nei blog;
  • 2 milioni di video caricati su YouTube;
  • 5 milioni di immagini aggiunte su Flickr;
  • 60.000 nuovi siti internet.
E tutto ciò, mi preme ribadirlo, in un solo giorno!

Una quantità esagerata di dati da indicizzare e rendere disponibile agli utenti, per i motori di ricerca.

Da questa riflessione, di per se piuttosto banale, potete capire le difficoltà attuali che stanno investendo proprio il settore della search (e quindi Google che ne occupa oltre il 90%!).

Problemi come l' overload informativo (sovraccarico di informazioni) e la conseguente scarsa pertinenza dei risultati si fanno sempre più insormontabili. E la vita dei SEO (esperti nel posizionare i siti, per parole chiave, nei motori) si complica a dismisura!

Soluzioni? 

C'e chi dice Social Search. Chi invece Web Semantico. Io terrei gli occhi aperti in varie direzioni, anche se il connubio tra teconologie semantiche e Social Web, solletica la mia fantasia.

Il mio vuole essere uno stimolo per aprire il dibattivo, rivolgendomi sia ai più esperti che a coloro che comunque usano il Web (e di conseguenza i motori di ricerca) quotidianamente.

Che ne dite?

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venerdì 25 marzo 2011

NoDistance: un advergame per sensibilizzare sulle adozioni!

Grazie alla segnalazione di @fedeprem82, ho scoperto NoDistance, un nuovo advergame creato dall'organizzazione ActionAid, per sensibilizzare sul tema dell'adozione a distanza, in maniera sicuramente innovativa e molto originale!

Il gioco, in pochi minuti e 12 domande, propone un viaggio virtuale alla scoperta di Asia, Africa e America Latina, raccontando il lavoro di ActionAid in queste aree e spiegando concretamente come l'adozione a distanza migliora le condizioni di vita di un bambino e della sua comunità.

Il giocatore viene accompagnato nel gioco da tre avatar: Lamia, Concile e Maria che racconteranno la loro storia e che, alla fine... no non vi rovino la sopresa!

Se vi siete incuriositi, vi invito a dare un'occhiata al progetto e a partecipare al gioco. Vi potrete registrare  anche con il profilo di Facebook e condividere il punteggio sui vari social network, invitando anche i vostri amici. Non sono previsti dei veri e propri vincitori, ma gli utenti che avranno totalizzato il punteggio maggiore, calcolato su numero di risposte a tempo, verranno contattati e riceveranno del materiale di ActionAid. 


Molto interessante l'utilizzo di uno strumento di advergame (pubblicità attraverso le dinamiche interattive del videogioco) al di fuori degli schemi abituali di pubblicità commerciale. E ancora più intraprendente il coinvolgimento delle dinamiche "social" innescate dalla possibilità di condivisione sui vari Social Network.

Davvero una bella iniziativa!


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giovedì 24 marzo 2011

I Social Network in due parole [per dirlo alla spagnola!]

E' sempre difficile dare delle definizioni efficaci e sintetiche degli strumenti del Web, ed in particolare dei diversi Social Network, applicazioni spesso contraddistinte da una molteplicità variegata di funzioni ardueda "volgarizzare", persino per chi ci lavora quotidianamente.

E proprio all'efficacia e alla sintesti (si fa per dire...) deve aver pensato il team di questo simpatico blog spagnolo, quando ha riassunto in una piccola immagine, con la proverbiale verve iberica, una serie di definizioni dei network sociali più diffusi del momento. Imperdibile...


Difficile non essere d'accordo... :-)

p.s.' per chi non sapesse lo spagnolo, consiglio si sostituire il duro verbo "mear" (e le sue varie coniugazioni) con il più dolce italico "far pipì"!

p.s.'' per chi non sapesse cosa sia Tuenti, vi consiglio di leggere "Corrida, Tortilla e... Tuenti!", un articolo che scrissi qualche tempo fa.


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mercoledì 23 marzo 2011

Le dinamiche innescate da Foursquare [infografica]

Foursquare continua il suo "percorso evolutivo" (proprio oggi Luca Della Dora ci parla della nuova versione 3.0 nel blog dell' Osservatorio italiano su Foursquare) e nonostante i numerosi cambiamenti, restano fiori all'occhiello dell'applicazione i badges, gli specials e le tips, meccanismi interattivi che hanno fatto la fortuna di Foursquare e che stanno permettendo allo strumento di ritagliarsi il proprio spazio nel Social Media Marketing.

Oggi vi propongo un'infografica di Austin Williams che riporta i risultati di una ricerca che ha visto coinvolti proprio gli utenti di Foursquare, interpellati sulle dinamiche innescate dallo strumento.

Dall'infografica emerge che:
  • Gli utenti considerano i badges essenziali per le dinamiche di Foursquare e si dimostrano propensi a compiere azioni per assicurarseli.
  • Buona anche la reazione alle promozioni: gli specials funzionano.
  • Le recensioni (tips) sembrano invece un pò ignorate dagli utenti. E' qui che Crowley e compagnia devono lavorare.
  • Le dinamiche di gioco appaiono ancora come il cuore dell'applicazione.
Che ne dite? Vi rispecchiate nella ricerca? Siete d'accordo? 


Dizonario di Foursquare...

Un badge è un premio che si riceve (graficamente rappresentato da un distintivo) al compimento di determinate azione nell'applicazione (collegata ai check-in); un avanzamento di status, di livello che è il motore pricnipale delle dinamiche ludiche.

Una tip è un messaggio di massimo 200 caratteri che può essere lasciato mentre si fa un check-in, in un determinato luogo. Le tips possono essere considerate a tutti gli effetti delle recensioni.

Uno special è la vera promozione che viene offerta agli utenti di un determinato brand (presente con una pagina!) in cambio di un'azione prefissata, come nel caso dei badge. Generalmente si tratta di uno sconto.


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martedì 22 marzo 2011

Cento, cento... cento!

Mentre Twitter festeggia i 5 anni di attività con un video celbrativo carico di personaggi dello star system, LinkedIn tocca quota 100 milioni di utenti...

Ecco l'infografica con cui a LinkedIn hanno celebrato l'avvenimento "cento milioni"...


Ed il già viralissimo video per i 5 anni di Twitter...

 

Complimenti a tutti e due gli strumenti, che hanno saputo ritagliarsi uno spazio davvero importante in un settore dominato dalla strapotere facebookiano.

Ah dimenticavo, io li uso (molto!) entrambi, quindi, se ti va, "collegati" al mio profilo di Twitter, oppure a quello di LinkedIn!


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lunedì 21 marzo 2011

A lezione di Social Media... (con @cristinasimone)

Cosa succede se si passa da studente a docente? Mani che sudano, voce tremolante, lingua impappata??? Nooo, niente di tutto questo, perchè io mi sono anche divertita!

E dopo la mia prima incursione sul blog di Paolo Ratto sono tornata per raccontarvi la mia ultima esperienza come docente! :)

Del mio pubblico sapevo pochissimo, anzi ve lo dico, quasi niente! L'unica parola d'ordine era parlare di Social Media e farlo in 3 ore!! Il mio obiettivo personale era, invece, far capire, anche ad un solo studente in più la potenzialità di twitter; la forza della geolocalizzazione e l'importanza del monitoraggio del buzz in rete!

In 32 slide ho riassunto un pò della mia passione per il mondo dei Social Network, arricchendole con tante infografiche divertenti e alcune Case History di successo...

Ho preso un treno virtuale de Le Frecce, con la compagnia della web radio di Spreaker, e da Roma Mobilità sono andata a fare shopping a Milano da Fratelli Rossetti, per poi ripartire alla volta di Mestre diretta da Coin leggendo sempre Donna Moderna. E tenendo d'occhio le offerte di Groupon Italia!

Questo è il risultato, che qualcuno fra voi, forse, avrà già visto circolare in rete (anzi lo spero). Aspetto tutti i vostri commenti qui sotto! Buona ppt.

P.S. I feedback dei ragazzi, post-lezione, sono stati positivi sia online che offline. La mia esperienza anche! E sono pronta a ripeterla :)

P.P.S. Vi svelo che, appena arrivata, la segretaria mi ha scambiata per una studentessa! Quando le ho detto che ero là per la docenza mi ha detto: "E' che siete così giovani ...!"

L'autore di questo articolo è @cristinasimone, Social Media Specialist e follower appassionata di questo blog.

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mercoledì 16 marzo 2011

Sesso e pubblicità: un connubio mai in discussione!

Il sesso vende. Anche (e soprattutto!) su Internet. Inutile negarlo. Basti pensare che circa un mese fa il dominio sex.com è stato venduto per la (modica...!) cifra di 13 milioni di dollari. Complimenti a chi lo aveva acquistato!

D'altronde il sesso e la pubblicità sono sempre stati legati tra di loro e, stando all'infografica di MrRight, il loro connubio non sembra essere in discussione.

Molto interessante il paragone tra iniziative passate e presenti di advertising, di alcuni top brand. Date un'occhiata...


L'argomento della mercificazione del sesso, per scopi pubblicitari, è continuamente trattato, anche online... Eppure i brand non appaiono intenzionati a cambiare strategia.

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate... Vediamo se salta fuori qualche cosa di interessante...


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martedì 15 marzo 2011

Un blogger su Blogger...

Che mondo sarebbe stato senza l'invenzione di Blogger? E non mi riferisco alla categoria di persone che quotidianamente scrivono sui propri spazi personali internettiani, ma proprio a Blogger, la piattaforma di produzione dei contenuti che fino all'acquisto da parte di Google nel 2003, si chiamava Blogspot...

Basta dare un'occhiata all'indirizzo di questa pagina (ma per i più esperti basta uno sguardo al template) per capire che vi trovate nel sito di un blogger, su Blogger...

La piattaforma avrà anche i suoi difetti (tra i principiali la gestione globale dei tag e dei meta tag dei singoli post e la struttura delle intestazioni h1 e h2), e sicuramente rende più che necessaria una laboriosa atitvità di personalizzazione (che permette però, come nel mio caso, di compiere i primi passi nell'universo dell'html!), ma stiamo comunque parlando di uno dei primi 10 siti in assoluto del pianeta, che vanta oltre 400 milioni di lettori nell'ultimo anno...

E non sembra finita qui!

Nel giorno dell'annuncio, da parte di Big G, della nuova interfaccia, coadiuvato dalla pubblicazione di un video, mi sembrava doveroso rendere omaggio a una delle pietre miliari nella storia del blogging, un sito che ha contribuito in maniera evidente nella trasformazione degli utenti in produttori di contenuti e di informazioni, dinamiche essenziali per la venuta del tanto celebrato (e ormai già oltrepassato!) Web 2.0 .


Per quanto riguarda la mia storia personale da blogger (e su Blogger!), non posso far altro che confessarvi che la scelta cadde su di lui, un pò casualmente (come spesso avviene in queste cose) e, nonostante mi sembrasse poco professionale, decisi di andare avanti per un periodo di prova, per capire essenzialmente se fossi in grado di "tenere" un blog personale...

Quasi due anni e 270 articoli dopo, posso dire che il blog ha subito moltissime variazioni strutturali (da 2 a 3 colonne, 3 update dell'header, tantissimi widget differenti provati, oltre a decine di modifiche sul codice!) seguendo una sua evoluzione, pur mantenenendo lo stesso template di base. Devo ammettere (e non potrebbe essere altrimenti!) che ci sono affezionato e nonostante spesso mi chiedano che cosa mi impedisca di migrare a Wordpress (considerato strumento più adatto e più facilmente personalizzabile)... sono ancora qui.

Tra i lati positivi, a mio parere, la predisposizione degli spider di Google a "captare" i blog costruiti con il loro servizo (più una sensazione che una certezza!) e soprattutto una massiccia community di utenti pronta ad aiutare a risolvere qualsiasi problema si incontri nel cammino. E praticamente ogni sorta di personalizzazione, con tanta volontà e una buona dose di pazienza è possibile.


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domenica 13 marzo 2011

Il mondo di Twitter [a febbraio 2011]

Duecento milioni di account registrati, centodieci milioni di post al giorno, quattordici milioni di profili attivi ogni giorno...

I numeri confermano la forza di Twitter, Social Network (ma sulla sua definizione ci sarebbe da aprire una questione a parte!) sempre più diffuso anche in Italia.

Kathryn Corrick ha deciso di fotografare il mondo di Twitter a febbraio 2011 in una bella raccolta di dati, tutti recuperati sul Web, ed io non posso far altro che condividere con voi tutte queste informazioni, utilissime agli esperti data l'enorme quantità di fonti ed ai "novizi" per capire la portata del "fenomeno cinguettante"...


Tantissime le informazioni che si possono ricavare da questa importante raccolta di dati, che permette di analizzare non solo i numeri, ma anche la natura degli utenti e dei contenuti nonchè le tipologie di fruizione dello strumento.


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venerdì 11 marzo 2011

Facebook: altro che crisi... questa è colonizzazione del Web!

Qualche tempo fa, con la leggerezza che ogni tanto contraddistingue la nostra blogosfera, mi sono trovato a discutere sull'ipotetico calo di utenti di Facebook, e sulle possibilità che il colosso di Zuckerberg fosse sul punto di attraversare una forte crisi, soprattutto per quanto riguarda le potenzialità in chiave marketing.

Oggi mi trovo a dire invece che Facebook è in piena salute e, non solo gli autenti aumentano costantemente, ma anche le iniziative di conquista del business online procedono a vele spiegate.
Siamo di fronte ad una vera e propria colonizzazione del Web...

Parliamo prima di tutto del numero di utenti che, secondo le ultime statistiche di Social Bakers è in costante aumento in tutti i paesi del mondo. Il tasso di crescita è impressionante e il numero totale di iscritti è molto vicino alle 650 milioni di unità. Altro che crisi...


Un ulteriore considerazione sullo stato di salute del Social Network non può prescindere da una panoramica sulle ultime novità che trasformano Facebook in un contenitore Web, del tutto autonomo e autosufficiente (si può cominciare a parlare di metaweb???):
  • Utilizzo dell'Iframe al posto del FBML, che di fatto permette l'inserimento nelle Page di qualsiasi tipo di contenuto (veri e propri siti, html, javascript e quant'altro!) caricato su un proprio server, permettendo di fatto potenzialità "business" infinite alle aziende;
  • Il "nuovo like" che ha come obiettivo (neanche troppo celato) la costituzione di una rete composta da utenti e oggetti sociali (social objects), fortemente connessi tra di loro. Tutto ciò in direzione di una rinnovata "giurisdizione" del Social Network anche al di fuori delle sue pagine;
E anche tralasciando le novità di Places, la possibilità di noleggio di film direttamente dal sito e la miriade di applicazioni sorte negli ultimi tempi, sembra proprio che colonizzazione del Web sia l'espressione che più si avvicina a ciò che sta mettendo in pratica quel geniaccio di Zuckerberg.

Che ne dite? Siete sulla mia stessa lunghezza d'onda o avete prospettive diverse? Discutiamone! 



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giovedì 10 marzo 2011

Il posizionamento e le sue sigle...

Parlo spesso di posizionamento nei motori di ricerca, sia perchè si tratta di una delle attività cardine del Web Marketing (d'altronde se si è invisibili all'utente, sarà difficile fare business online), sia perchè è uno dei settori della comunicazione online ad aver subito mutamenti più evidenti nel corso degli ultimi anni.

Quando mi trovo a parlare di posizionamento con i non addetti al settore (ma non solo purtroppo!) noto sempre una certa difficoltà a comprendere a pieno sigle quali SEO, SEM, SEA e SMO (uno dei "classici" è la confusione tra SEM e SEA, ditemi se non è vero!) che fanno parte del linguaggio quotidiano di chi "mastica" Web Marketing e di chi, grazie anche ai motori di ricerca, "campa"!

Per frugare tutti i dubbi sulle sigle del posizionamento, ho deciso, quest'oggi, di proporvi un'infografica realizzata dal team di D4B, che cerca di mettere un pò d'ordine in questa confusione...


clicca sull'immagine per ingrandire


Schematizzando al massimo...
  • SEO (search engine optimization) è composta da tutte le attività che fanno si che il vostro sito sia più facile da trovare nei motori di ricerca, per determinate parole chiave, nei risultati non sponsorizzati (cioè non a pagamento).
  • SEA (search engine advertising) è l'acquisto di spazi pubblicitari (a pagament) all'interno dei motori di ricerca, per rendere più visibile il vostro sito, per determinate parole chiave.
  •  SMO (social media optimization), figlia della diffusione dei Social Network è l'insieme di tutte le azioni messe in atto per fare in modo che la vostra presenza nei social network sia più visibile possibile.
  • SEM (search engine marketing) è l'insieme di tutte queste attività (SEO + SEM, ma anche SMO) che hanno come obiettivo primario il rendere visibile il sito internet (o più in generale la presenza online) di un'azienda.
Più chiaro di così... Che ne dite?


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martedì 8 marzo 2011

Blog aziendale: costruirlo sempre e comunque?

I Social Network continuano la loro diffusione esponenziale, tanto che in molti si chiedono se ha ancora senso costruire il blog aziendale sempre e comunque. Oggi ne discutiamo anche grazie a nuovi contributi...

Qualche tempo fa scrissi un post nel quale mi domandavo se la diffusione dei Social Network avesse in qualche modo indebolito il blogging.

Decisi di analizzare la situazione scindendo blog personali da blog aziendali e giunsi alla conclusione che, in entrambi i casi (ma con sostanziali differenze!), il blog avrebbe dovuto rappresentare il nucleo della comunicazione, intorno a cui dovevano muoversi, come dei pianeti di un sistema solare, le differenti presenze sociali (fortemente interconnesse tra di loro e con il nucleo stesso).


Oggi commentando un post di Paola Frateschi (che vi consiglio di leggere!), proprio sullo stesso argomento,  sono "incappato" in un'intelligentissima obiezione di Gabriella Sannino, che mi chiedeva se il blog, come nucleo comunicativo, potesse essere adatto, sempre e comunque, a tutte le realtà aziendali...

Ho deciso di scrivere questo post per esprimere il mio punto di vista e (soprattutto!) per invitarvi a condividere il vostro, su una questione che reputo importantissima e non ancora soluzionata.

Questo il commento integrale di Gabriella...
I would write this in Italian but I fear I would make too many mistakes and I don't have time for Google translate right now lolol.I'm going to play the devils advocate because I think you can handle it ;)lolol. Here is my question, what if your client's business has never blogged before? How would you approach them to blog? How would you "sell" them that having this nucleus (blog picture above) become the main communication tool for communicating, sharing and networking?


Here is an example you have a client and all their website is used for are setting appointments. While I love your ideas and strongly recommend it to a lot of my clients sometimes we have to keep in mind that some services just don't need a blog. Or it's not their main focus. They do need to socialize and maybe they use email marketing, newsletter where they can update their readers with the latest bells and whistles. Even Fan pages etc. etc. but my point is I don't think "blogs" should be the nucleus at least not as a blank business model for being online. What do you think? :)
Comincio con il dire che l'obiezione di Gabriella non solo è di assoluta pertinenenza ma ci mette anche di fronte ad un esempio reale (e molto tipico!) di cliente (leggi azienda) che non ha mai avuto prima un blog e si chiede se sia realmente utile ed efficace "aprirne" uno (considerato anche l'innegabile dispendio in termini di risorse per costruirlo e tenerlo aggiornato).

Premetto che personalmente considero l'attività di blogging aziendale:
  1. fortemente connessa con una certa politica di comunicazione (sia interna che esterna) votata alla trasparenza;
  2. un potente strumento di affermazione e di legittimazione del know how aziendale, e di conseguenza di rafforzamento del brand
A mio parere il blog deve essere rafforzato da un contorno di presenze social, che ne garantiscano una visibilità orientata agli utenti (oltre che un maggiore potenziale in termini SEO) e completino un vero e proprio network di amplificazione dei contenuti.

Scendendo poi nel dettaglio, per cercare di rispondere a Gabriella e fornire la mia opinione, direi che è opportuno operare le dovute distinzioni, attraverso una serie di "discriminanti aziendali" che ci possono far capire se un blog sia sempre una soluzione adatta da proporre. 

Risorse: senza non si va da nessuna parte.
Spesso le aziende non si rendono conto che sebbene costruire un blog sia piuttosto semplice, sono necessarie delle risorse (interne o esterne) per il mantenimento del blog stesso, per la produzione dei contenuti, per la coordinazione della presenza online. Se un'azienda non ha queste risorse o non vuole investire per dotarsene è molto dura pensare di varcare la soglia. 

Storytelling: predisposizione naturale o volontà di mettersi in gioco.
L'azienda ha qualcosa da comunicare? Nel caso di attività e settori di mercato ad alto potenziale di storytelling (che abbiano cioè qualcosa di interessante da raccontare e quindi facilità nella produzione di contenuti interessanti ed originali) credo proprio che sia facile da far comprendere la cliente quelle che possono essere le opportunità di un'investimento in tal senso (considerando sempre un'attenta pianificazione strategica!).  Ultimamente, per esempio, ho avuto a che fare con una compagnia teatrale, a cui ho presentato come obiettivo online proprio la generazione di un network comunicativo dinamico, centrato su blog e socialmedia, data anche l'enorme quantità di materiale a disposizione ed il settore di mercato naturalmente predisposto a "raccontare storie".

Diverso il caso in cui il settore di mercato o l'azienda non abbiano questa capacità intrinseca di generare contenuti (per esempio un'azienda che produce attrezzature per officine che sicuramente ha un "sex appeal" minore di una compagnia teatrale). In questo caso si tratta di capire se si può in qualche modo stimolare tale attitudine (a patto che ci siano le risorse!) con qualche inziativa "ad hoc". Mi viene per esempio in mente la possibilità di rendere il blog uno spazio condiviso di chi nell'azienda lavora e dimostra le proprie conoscenze, coinvolgendo la nicchia di riferimento, su argomenti molto specifici.

Un ultimo caso, probabilmente proprio quella tipologia di cliente a cui fa riferimento Gabriella, è dato da un
settore di mercato in cui non ci sia proprio possibilità di sfruttare nè una facilità di produzione contenuti nè una "riqualificazione" del brand grazie alla condivisione di conoscenze molto specifiche. Pensiamo per esempio ad un'agenzia di finanziamenti che non ha nulla da raccontare ed ha bisogno solo ed esclusivamente di proporre le proprie offerte ai clienti interessati.
In questi casi effettivamente "si fa dura" per il blog (come anche per i Social Network che io considero spesso in un pacchetto unico) e probabilmente le alternative di Lead Generation (Email Marketing, Newsletter...) risultano più appropriate.

Gabriella ha ragione: non possiamo considerare il network aziendale online come un blank business model (che va bene cioè sempre e comunque!). Probabilmente neppure io stesso, che spesso considero il presidio dei canali sociali come fondamentale, mi sentirei di proporlo come prioritario ad aziende dell'ultima categoria affrontata.

Resto comunque fortemente convinto che se si decidono di intraprendere iniziative di marketing sociale sia indispensabile avere un blog come nucleo forte che controlli il flusso della comunicazione, ne tenga le fila e dia sempre una risposta istituzionale a quelli che sono gli impulsi rilanciati dagli utenti attraverso i socialmedia.
Credo inoltre che un blog garantisca una difesa maggiore anche in situazioni di crisi comunicativa poichè permette all'azienda di "giocare" sul proprio tavolo, a patto comunque di garantire coerenza con il resto della presenza online.

Scusate se mi sono un pò dilungato ma l'argomento mi ha molto coinvolto. Spero di non avervi tediato troppo, di aver risposto chiaramente a Gabriella (la prossima volta in inglese!!!) e di aver dato il mio contributo sulla questione.

A questo punto vi invito caldamente a dire la vostra e a provare anche voi a rispondere a Gabriella!


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venerdì 4 marzo 2011

The Internet!

Impossibile non proporvi questa bellissima mappa di Internet, pubblicata da Peer1. Non c'è che dire... Si resta davvero a bocca aperta...


Per ingrandire la mappa e rendersi effettivamente conto di quella che è la portata straordinaria del World Wide Web, visitate questa pagina.
The internet is made up of autonomous systems. Each autonomus system is a network operated by a single organization, and has routing connections to some number of neighboring autonomous systems.

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martedì 1 marzo 2011

Il Social Web e la carica dei Don Chisciotte...

"...En un lugar de la Mancha de cuyo nombre no quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivía un hidalgo..." questo l'incipit della più celebrata opera spagnola di tutti i tempi: Il Don Chisciotte di Miguel Cervantes...

Ora vi starete chiedendo (magari con faccia un pò stupita) che cosa c'entrino le picaresche avventure del celebre hidalgo con il Social Web. Effettivamente il collegamento non appare dei più scontati eppure...

E' un pò di tempo che mi balena per la testa una riflessione che ho deciso, quest'oggi, di condividere con Voi. Si tratta di un pensiero sorto durante le mie "scorribande internazionali" su internet, figlio di una situazione che ho avvertito come molto legata alla blogosfera italiana, quella nicchia di esperti del Web 2.0 con cui quotidianamente ho il piacere di confrontarmi sui temi a me più cari.

Ho ravvisato quanto sia tipico dei nostri blog, dei nostri post, dei nostri account social, "ergersi a paladini" di questo o quello strumento e scagliarsi con forza contro "l'altro", accusandolo (più o meno insistentemente) di essere il male, il fasullo, il nemico.
Come se quel medesimo strumento lo sentissimo come nostro di proprietà, orgogliosi di difenderlo, direttamenti coinvolti in una strana disputa.
Proprio come il buon Don Chisciotte che vedeva nei mulini a vento giganti dalle braccia rotanti, nei burattini dei demoni, e nelle greggi di pecore delle orde di eseciti nemici.

E invece i mulini erano mulini, i burattini solo burattini e le pecore... soltanto pecore.

Non ne siete convinti?

E allora pensate un attimo al primo Google così "bello, bravo e semplice" mentre tutti gli altri (i competitor nella search) erano "brutti, scarsi e incasinati" (e poi guardate ora, a distanza di 10 anni, come qualcosa sta cambiando!)...

Pensate a Twitter, tanto osannato per velocità, essenzialità, predisposizione all'informazione, mentre Facebook viene additato come il male assoluto per invasività, pomposità e ridondanza...

Pensate a Foursquare, nella "social" geolocalizzazione, considerato da chi mastica Web come il Davide da difendere a tutti i costi contro Places, il Golia pronto a fagocitarlo, facilitato dalla sua enorme stazza prevaricante...

Pensate a Diaspora, a Quora oppure a Instagram che non fanno in tempo a posizionarsi sul mercato e già sono circondati da un esercito di Don Chisciotte pronti a caricarsi in spalla la loro sagoma e difenderli, a spada tratta, contro tutto e tutti.

E sia chiaro che ho volutamente parlare di strumenti che io stesso utilizzo nella mia vita quotidiana personale e professionale e che reputo possano spesso migliorarne la qualità.

Eppure, secondo me, non esistono in questo settore il bene e il male assoluto. Twitter non è meglio di Facebook, come Facebook non è meglio di Twitter... (e la stessa cosa vale per Foursquare e Places... e tanti altri potrebbero essere gli esempi).

Facebook è semplicemente Facebook... Twitter è solamente Twitter.

Uno strumento è, e rimane, uno strumento... Indovinate un pò chi fa la differenza...?

Chi quello strumento lo utilizza (per fini personali o professionali poco importa!).

Pertanto (e lo dico in primis a me stesso!) giù la maschera da Don Chisciotte e su quella ben più difficile da divulgatori e volgarizzatori del canale internettiano.

Di quello c'è bisogno. Di cultura, di formazione, di comprensione nei confronti di una serie di strumenti che sono entrati in maniera molto (forse troppo) prepotente nelle nostre vite.

E che nessuno si offenda. La mia è solo una piccola riflessione.


fonte immagine|flickr.com


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