lunedì 29 novembre 2010

Facebook e il ritorno della Conchi!

Vi ricordate di Conchi, l'irriverente señora protagonista dello spot di Sony Erickson Spagna, sull'App di Foursquare? Ebbene oggi la cara Conchi ritorna con un altro video, questa volta alla scoperta dell'App di Facebook e lo fa a modo suo: spiritosa e sorprendente! Complimenti per l'idea ai ragazzi de El Cañonazo, geniale agenzia di Madrid...

Ecco alcune "perle" della simpaticissima señora a proposito delle "amicizie", dei tag e commenti sulle foto...
"Al resto los accepto claro. Con lo que me gusta a mi cotillar las fotos!" (traduzione libera: "Al resto delle persone le accetto, certo. Col gusto che provo a commentare le foto!")
"Cuando cuelgan una que a mi no me gusta... les defacebookeo!" ("Quando ne mattono una che a me non piace... li defacebookizzo!")
C'è tempo anche per una stoccata a Mark Zuckerberg...
"Lo vi en la peli y a ese... no lo envita nadie a un evento en su vida!" ("L'ho visto nel film e a quello nessuno lo invita ad un evento nemmeno per sogno!")
Assolutamente da vedere! 

Y el alcalde descubriò al Facebook (E il sindaco scoprì Facebook)


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sabato 27 novembre 2010

Social Web: la settimana #1

Primo vero appuntamento (dopo il post "beta") con l'appuntamento del weekend "Social Web: la settimana". Ricordo che questo spazio propone, grazie alla ripresa dei "cinguettii" più significativi che ho postato su Twitter, la ricostruzione delle social news più interessanti e dibattute della settimana, dal mio punto di vista...

Altro che partita a scacchi! Questa è una guerra! #Facebook Vs #Google #unasfidaacolpidiacquisizioni
Continua la "lotta per l'egemonia" tra i due colossi del Web. In questa settimana la sfida è passata dalla disputa sui dati a quella sulle acquisizioni: Facebook sempre più vicina a Myspace e Google che prova a prendere Twitter, Groupon e (forse) Foursquare. Il blog di Secretkey riassume un pò tutti gli ultimi sviluppi.

Secondo voi #Facebook può veramente pretendere il marchio sulla parola #Face??? #amesembrafantascienza
Ha dell'incredibile la notizia, che ha fatto molto discutere in settimana, sulla richiesta (sembrerebbe esaudita peraltro...) di registrare la parola "Face" come marchio, da parte di Zuckerberg e soci. Punto Informatico ci spiega come stanno le cose.

Apprezzo che #Foursquare insista con i badge personalizzati, il #Gaming è l'unica feature che #Facebook#Places non ha! #strategiciiragazzi
Importante, a mio avviso, la mossa di Foursquare di puntare tutto sui badge personalizzabili facilmente dale aziende e di conseguenza di stimolare gli utenti al gaming, calcando su quella che è la caratterstica principale che lo distingue da Facebook Places/Deals. Luca Dalla Dora si sofferma attentamente sulla questione.

Pensate che una qualità di vita migliore possa giustificare una fuga dall'Italia? Io ne ho parlato qui... Conversiamo?
Un post di Massimo Mantellini, che ha dato visibilità ad un'amaro sfogo di una ragazza italiana in esilio professionale volontario, ha generato moltissime discussioni nella blogosfera. Io che ho sentito la situazione particolarmente vicina, ho ripreso il post e l'ho confrontato con un'analisi sulla qualità della vita nei diversi paesi europei.

Attendo con ansia i vostri commenti! E buon fine settimana (possibilmente Social...)!



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venerdì 26 novembre 2010

Un libro per... 3 mutande!

Fantastica questa immagine che ho recuperato (da Facebook) tramite un gruppo di cari amici spagnoli, rimasti abbastanza scioccati dal cartello "por la compra de 3 bragas regalamos un libro" (traducibile liberamente in un "se ti compri 3 mutande ti regaliamo un libro") esposto in questo spiritoso (o forse lungimirante) banco del "mercadillo"...

In che "rubrica" lo inseriamo? Io sono indeciso tra "altro che web marketing", "dove andremo a finire (non solo in Italia)", "le offerte speciali esistevano anche prima di Foursquare" o "quando il reale supera il digitale".

Voi che cosa ne pensate?


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mercoledì 24 novembre 2010

Italia, qualità di vita e... "fuga"

Oggi niente Web, niente Social Network, niente advertising... Anche se è proprio da Internet e dal mio "fedele" aggregatore (della serie... lunga vita agli RSS) che prendo spunto per questa riflessione sull'Italia, la qualità della vita e la possibilità di "fuga" (non solo dei cervelli...).

L'argomento mi tocca da vicino poichè io stesso sono passato attraverso varie esperienze all'estero e sono convinto che una buona qualità di vita sia un obiettivo primario da perseguire. Al momento sono in Italia, non per scelta ma per vicissitudini impreviste...

Due articoli che ho letto oggi hanno provocato un certo cortocircuito nel mio cervello andandosi a sovrapporre, a completarsi e ad interagire con i miei pensieri, ricordi e convinzioni:
  • il primo di Massimo Mantellini, che nel Manteblog riporta una lettera di una giovane italiana in "esilio professionale volontario" a Londra;
  • il secondo, una classifica della qualità di vita nelle diverse nazioni, pubblicato dall'Economist e ripreso da Massimo Cavazzini su Telcoeye
Non è difficile trovare il nesso tra i due spunti come non ci vuole un genio a comprendere che la qualità della vita sia una delle cause (se non quella principale) che porta molti giovani italiani a lasciare a malincuore (o no...) la propria terra e "cercare fortuna" (per dirla nella maniera più banale possibile) all'estero.

Questa la riflessione di Valentina, che ho deciso di proporre interamente perchè merita davvero di essere letta e ha dato vita, sul Manteblog, ad una conversazione interessantissima.
Io vivo a Londra da 2 anni – un neuroncino scappato di casa.

Lavoro circa il 30% in meno che a milano (9 ore al giorno 5 giorni alla settimana, invece di 12 al giorno se non 14 quando c’è una deadline e poi un paio di documenti da finire nel weekend così lunedì mattina sono pronti per review), e prendo oltre il 100% in piu all’anno di stipendio lordo.

Qui nessuno mi ha mai rifiutato le ferie o fatto storie per un permesso, non ho mai presentato un certificato per dimostrare la malattia, ho lavorato da casa ogni volta che ne ho avuto la necessità.

L’azienda inglese (80 persone, non migliaia) supporta iniziative formative gratuite come consulenze indipendenti sui piani pensione, opportunità di formazione gratuita del settore e via dicendo.

La banca, dopo che ero cliente da 6 mesi e senza che io me lo aspettassi, mi ha suggerito la miglior combinazione di bank account, saving account con promotional rates, ISA etc, tutto con accesso immediato ai miei soldi e zero spese. E mi chiama anche periodicamente per sapere come mi trovo. E no, non stiamo parlando di grandi cifre :) Nella mia banca italiana, il mio conto scende perchè gli interessi non coprono le spese.

I biglietti dei mezzi pubblici costano come fossero in scaglie d’oro, ma i mezzi funzionano. Meravigliosamente. Da Brighton a Edimburgo, tutta l’Inghilterra è raggiungibile in treno in tempi decenti. Se poi si è in 4, diventa gruppo, si applicano sconti massicci e i prezzi diventano più che accessibili.

Sono felice di vivere a Londra? No. Mi manca la mia famiglia, il sole, il cibo buono, vivere in casa mia invece che in affitto, vedere i miei amici nel weekend, prendere l’aperitivo a Milano, andare al mare in macchina. Odio la birra, la pioggia, trovo gli inglesi mediamente noiosi, poco efficienti ed estremamente piagnucolosi, e trovo Londra sovrappopolata da freaks che ci fanno troppo dentro.

Nel mentre, in Italia le mie amiche prendono 1,200€ al mese, si sono sposate, i genitori hanno messo la caparra per il mutuo della casa, hanno Suv e BMW e Audi che verranno pagati in rate mensili da qui all’eternità, la borsa di YSL, aspettano la 13sima e la 14sima perchè cosi possono pagarsi la vacanza o i regali di Natale. I mariti hanno le scarpe di Gucci, vanno allo stadio ogni domenica e in generale, un po’ tutti, mi fanno pensare che il baratro non sia ancora profondo abbastanza.

E che per quanto mi manchi ogni giorno, non tornerò.
Questa invece la classifica basata su salute, educazione e benessere nei diversi stati (Europei e Americani)...

Potete notare (ma forse lo immaginavate...) la posizione non proprio ottimale dell'Italia.

Io sinceramente mi sento molto vicino al pensiero di Valentina. Non per una questione di individualismo, di mero materialismo (i 2000 euro al posto dei 1000) o per mancanza di attaccamento nei confronti delle radici. Il problema è proprio quello della qualità della vita, al di fuori della professione, ma inevitabilmente legata a doppia mandata con essa. Personalmente ho maturato la convinzione che non vivrò mai per lavorare. La componente professionale deve rappresentare una parte importante della vita, non lo posso (nè voglio) negare. Ma c'è anche tanto d'altro e se non se ne può godere... meglio cominciare a farsi delle domande. Valentina se le è fatte. Si è data delle risposte. E ha scelto.
La vera fortuna, in fondo, è avere la possibilità di scegliere. Non tutti ce l'hanno. Non dimentichiamolo.

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni. La conversazione è aperta.


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martedì 23 novembre 2010

Google maestro del... Web

Google si "eleva" a maestro del Web, pubblicando un free ebook, dal titolo "20 thing I learned about browsers and the Web", liberamente consultabile sul sito espressamente dedicatogli. Molto interessante questo "libercolo" che spiega in maniera semplice e sintetica alcune delle tematiche più importanti e attuali di Internet. Un bel primo impatto con browsers, HTML5, open source, sicurezza informatica, plug-in e applicazioni...

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sabato 20 novembre 2010

Social Web: la settimana #0

Mi sono reso conto che scorrendo il flusso dei "cinguettii" che pubblico su Twitter per commentare gli articoli dei blog che seguo, si possa costruire un'efficace riepologo di tutte le notizie più importanti che riguardano il Web ed in particolar modo i Social Media.

Mi sono convinto allora a condividere con Voi su questo blog, una sorta di sintesi settimanale dei tweet, a mio avviso più importanti, sui temi che interessano chi reputa il Social Web il proprio "pane quotidiano".

La formula è molto semplice: si tratta di proporVi una serie di spunti condivisi su Twitter, seguiti da una breve spiegazione e da un link di approfondimento sul tema. Tutto si riassume allo schema Frase/Notizia/Approfondimento.

Cercherò di trasformare lo spazio "Social Web: la settimana" in un appuntamento fisso poichè mi piacerebbe stimolare dibattito, suscitare dubbi e generare discussioni, tutti obiettivi primari di questo blog.

Lo scopo è quello di coinvolgerVi, di sapere che cosa ne pensate, di conversare sui temi caldi del Social Web. Ritengo che ciò possa essere arricchente per tutti. Vediamo se ho ragione. Partiamo col numero #0, la versione beta!

"Mi sembra difficile che Facebook lanci un servizio email in diretta concorrenza con il partner Microsoft" se @vincos dubita, dubito pure io...
(Quasi ) tutti si aspettavano il lancio di Facebook Mail. Non è stato proprio così... In verità Facebook ha lanciato Messages una piattaforma che ha l'obiettivo di riunire in un unico spazio, email, messaggi istantanei e sms. Vincenzo Cosenza analizza approfonditamente l'annuncio.

Il fatto che i #Cesaroni siano nelle "tendenze" italiane... mi preoccupa 
Twitter ha innaugurato, anche per l'Italia la lista dei "Trending Topics" ovvero gli argomenti di cui si discute di pìù in Italia, all'interno del sito. Subito tante sorprese. Ne parla con arguzia NowMediaOnline.

Altre che social coso... #google si è buttata di petto sulla #geolocalizzazione (social)... Scelta giusta? #hotpot
Google ha innaugurato Hotpot, un servizio di raccomandazioni geolocalizzate, la sua risposta a Foursquare e Facebook Places. Buona fortuna! Dario Salvelli fa una panoramica delle strategie di BigG in questa direzione.

Ormai gli unici che puntano sull'Italia sembrano essere quelli di #Amazon!
Il colosso delle vendite online che ha rivoluzionato l'ecommerce entra nel mercato italiano.Ci credono proprio tanto! Downloadblog ci svela la news.

I cartoni animati invadono i #socialnetwork? Forse sono immune a certi effetti virali...
Su Facebook è stata la settimana dei cartoni animati che hanno invaso i profili degli utenti. Un effetto a catena che ha scatenato viralità (e perplessità!). Un'interesantissima analisi di Yukiko dei Ninja.

Sembra che a #Twitter abbiano rifiutato un'offerta di 4 miliardi di $ targata #Google. Che dite? A quanto pare Google sta cercando di acquistare Twitter. Businessinsider parla di un offerta da 4 miliardi di dollari. Qualche briciola anche per noi?

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venerdì 19 novembre 2010

Smartphone: questione di status (sociale)?!?

Il team di C-Section Comics ha pubblicato qualche tempo fa una divertente vignetta sugli smartphone, e più precisamente sulla percezione di sè e degli altri tra gli utenti Iphone, Android e Blackberry. Sembra proprio una questione di status (sociale)...

Se a prima vista l'umorismo "tagliente" dell'immagine fa sorridere, mano a mano che si analizza l'immagine (e la realtà!) non si può non restare un pò turbati da ciò che veramente il possedere o meno uno smartphone (anche a seconda del tipo di dispositivo posseduto) voglia dire a livello di status.

Secondo voi questi "aggeggi", inimmaginabili fino a qualche anno fa, possono davvero considerarsi dei status symbol? E se si in che misura? So che questa mia piccola riflessione rientra in un grande dibattito che coinvolge non solo la tecnologia e il progresso, ma anche la cultura, la società e l'indole stessa dell'essere umano, ma sono proprio curioso di sapere cosa ne pensate.
Che la conversazione... continui!

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mercoledì 17 novembre 2010

Foursquare: una pubblicità che fa sorridere...

Bellissima pubblicità, online sul canale Youtube di Sony Erickson Spagna, dedicata all'applicazione Foursquare. Uno spot che fa davvero sorridere...

La protagonista è una signora di mezza età (abbastanza fuori dal target "early adopters" tipico degli smartphone!) che si lamenta poichè si scopre non essere più Mayor ("Me han robado el mayor", esclama piuttsto alterata!) del Katinga, il suo bar di fiducia. La simpatica signora dimostra tutto l'attaccamento a questa "potente" funzione del Geo-Social Network...
"Yo cuando me enteré que con Foursquare podía ser alcaldesa, no sabes el subidón que me dio... con lo que me gusta a mi mandar" (Traduzione libera: "Quando ho capito che con Foursquare potevo essere sindaco, non potete immaginare la gioia che ho provato, col gusto che provo nel comandare").
La señora si esprime con entusiasmo anche sui badge, altro cardine di Foursquare (assente in Facebook Places)...
"Me he convertido en una coleccionista de Badgets, todo tan colorido, tan bonito" (Traduzione libera: "Mi sono convertita in una collezionista di Badge, tutti così colorati, così carini")
Eccovi il video. Purtroppo è in spagnolo, ma non credo avrete particolari problemi a comprenderne la creatività. Davvero divertente!


via|El blog del Marketing


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martedì 16 novembre 2010

Il bello di Internet...

Spesso Internet viene criticato. Giustamente. Strumenti come i Social Network stanno rendendo il mondo, una vera e propria piazza virtuale, facendo assumere alla privacy dei contorni molto sfuocati e anche spaventosi. Poi però ci sono le cose positive. Tante. Insomma... il bello di Internet. Oggi voglio condividere con voi una piccola parentesi di vita personale che lo dimostra...

Qualche giorno fa ho ricevuto, proprio su Facebook, un messaggio da parte di una signora che mi chiedeva se fossi proprio io, il Paolo Ratto, figlio della sua amica, che non vedeva da 20 anni. La signora donava poi alcune informazioni per farsi riconoscere e lasciava i suoi contatti. Piccolo particolare: la signora abita a Foggia, noi a Genova.

Ebbene... un solo accenno a mia mamma sull'accaduto e lei mi conferma di conoscere quella persona invitandomi a risponderle velocemente per stabilire un contatto. Avevano condiviso insieme una parte significativa della vita, poi un cambio di domicilio, di numero di telefono e fine della relazione.

Ieri sera... dopo 20 anni queste due donne hanno parlato (o dovrei dire chattato!) tra di loro, a lungo, ricordando i tempi passati e raccontandosi le pieghe che hanno preso le rispettive vite, con tanta gioia, con il desiderio di recuperare tutto il tempo perso. Ora queste due belle cinquantenni (se mi sentono...) si sono scambiate (oltre al numero di telefono) gli indirizzi di posta elettronica e di... Skype! E nonostante abitino a più di 800 km di distanza, si sono già messe d'accordo per vedersi al più presto di persona. Nell'attesa si guardano allo schermo, felici e contente.

Forse anche loro hanno capito il bello di Internet!


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lunedì 15 novembre 2010

Internet e Italia: la velocità è un problema!

Leggendo l'editoriale di Riccardo Luna su Wired di Novembre mi sono reso conto che, in Italia, una delle problematiche maggiori che investe il mondo di Internet è data proprio dalla scarsa velocità della Rete...

Poi mi sono trovato davanti a questa classifica, stilata da Royal Pingdom e Akamai, che esprime i reali valori della velocità di connessione a Internet nei diversi paesi del mondo. Vi lascio scoprire da soli la posizione dell'Italia (clicca sull'immagine per ingrandire)...
Ventiduesimo posto, tra i peggiori in Europa (solo Polonia, Spagna e Ucraina fanno peggio!), una media di 3 Mbit al secondo... Risulta chiaro che siamo di fronte ad un grande problema.

Soluzioni? Lo stesso Luna ne propone una che non mi dispiace per niente...

Servono 16 miliardi. Tanti? Dipende. Sono cinque anni di autoblu, non ne sentiremmo la mancanza se da domani non ci fossero più. Oppure uno stormo di cacciabombardieri, o il famigerato Ponte.(Riccardo Luna, Wired.it)
Che cosa ne pensate?


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sabato 13 novembre 2010

(Young) Italians do it (Socially) better!

Giusto 2 grafici per far capire quale sia il rapporto tra i giovani (20-30 anni) italiani e le marche, sui Social Network. Sto parlando di engagement e fidelizzazione...


Secondo voi "(young) italians do it (socially) better" ?

I grafici sono tratti dall'ottimo blog di Jean-Nicolas Reyt.
Per approfondire: Giovani e brand community: un engagement all’italiana!


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giovedì 11 novembre 2010

Social Media Marketing: quanti e in che modo?

Social Media Marketing si, Social Media Marketing no, ma soprattutto... in questo momento quanti usano questa tipologia di Web Marketing e in che modo?

Qualche giorno fa mi domandavo se, in relazione all'utilizzo del Social Media Marketing, "il gioco valesse la candela". Ovvero se l'uso di strategia di Marketing Sociale fosse solo una sorta di moda passeggera o qualcosa di più concreto su cui davvero valesse la pena investire. In quell'occasione, concetti quali trasparenza, fiducia e conversazione sono risultati essere le fondamenta di questa tipologia di nuovo marketing.

Vi voglio riportare alcuni commenti, proprio a quell'articolo, secondo me, molto interessanti...
(...)considero anche solo l'idea di proporre un'attività di social media m. ad un azienda solo nel caso in cui ci siano le condizioni fondamentali [strutturali es: risorse dedicate, tempo, ecc..] e un approccio aziendale in linea con le dinamiche del social web e naturalmente una correlazione tra mezzo e gli obiettivi di mar/com. Per farla breve considero sempre [se le condizioni lo permettono] un'attività di smm all'interno del media mix...(...)(Mattia Lissi)
penso che non possa esistere un'approccio ai social media senza trasparenza e sincerità motivo per cui un'attività richiede una piena consapevolezza da parte dell'azienda e un'etica da parte delle agenzie. Per quanto riguarda il media mix (...) dipende dai media e dal budget ma considero sempre l'idea di integrare i media sia on che offline.(Mattia Lissi)
(...)credo sia necessario far passare il concetto di trasparenza e fiducia per un solo motivo: se lavoriamo onestamente ci sarà anche "perdonato" qualcosa, se invece "nascondiamo", il primo fake sarà amaramente punito. Sono molto convinto che il vero Graal del web marketing sia l'integrazione delle singole leve nelle strategie aziendali, quasi fosse una promozione in prima squadra di quelli che erano dei giovani che stavano sostenendo un provino.. Questo "passo avanti" però passa anche da trasparenza e fiducia a livello globale nell'azienda e, diciamocelo, ogni azienda ha uno scheletro nell'armadio (...). Questo spiegherebbe due cose:

- il fatto che la brand reputation va di gran moda
- il fatto che spesso il SMM è applicato a singole attività (lancio di un prodotto, evento) e non all'intera presenza aziendale

In conclusione ciò che va capito è che non si può utilizzare mezza candela, bisogna prenderla tutta, anche con i suoi punti critici
(Giorgio Soffiato)
Ma se ci guardiamo intorno, in questo preciso momento, quante aziende stanno utilizzando il Social Media Marketing e soprattutto in che modo?

Un'imperdibile infografica pubblicata da Flowtown, cerca proprio di rispondere a queste domande (clicca sull'immagine per ingrandire)...
Questi i dati più salienti:
  • Solo l'1% degli intervistati non ha mai usato, e non ha intenzione di utilizzare il Social Media Marketing nelle proprie strategie di comunicazione online;
  • Più del 25% delle aziende investe oltre 16 ore alla settimana per attività di Marketing Sociale;
  • L'obiettivo principale è la visibilità del brand (85%), seguito dall'aumento del traffico alle presenze online (63%), dalla ricerca di partnership (56%) e come integrazione alle strategie SEO (54%);
  • Twitterè utilizzato quanto Facebook dalle aziende (quasi 9 su 10), e questo è un dato sorprendente. Ai due colossi seguono LinkedIn ed i Corporate Blog (7/8 su 10);
  • L'80% delle aziende implementerà nuove azioni di marketing sociale nel prossimo futuro (principalmente attraverso Facebook, Twitter e Youtube).
Difficile pertanto, visti i numeri, definire il marketing sociale solo ed esclusivamente una moda... Che cosa ne pensate?



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lunedì 8 novembre 2010

La Geolocalizzazione "Social" e quel 4% destinato a crescere

La Geolocalizzazione nel Social Web è un fenomeno tutt'altro che di massa. Questo al momento il dato essenziale che si può trarre dalla ricerca di Pew Research, sulla diffusione di Foursquare, Gowalla (e compagnia...), negli Usa.

Secondo le statistiche, solo il 4% di tutta la popolazione statunitense online utilizza (anche saltuariamente) "location-based service". Solo l' 1% in maniera assidua.

Secondo me questa percentuale è destinata a crescere, probabilmente in maniera vertiginosa, nei prossimi mesi. Il motivo? Facebook Places + Facebook Deals...

Facebook Places (in Italia Facebook Luoghi) è stata la prima mossa del gigante blu nel mondo della geolocalizzazione. Da Settembre, prima negli USA, e poi nel resto del mondo, Facebook ha lanciato questa applicazione accusata, forse un pò troppo presto, di essere "bruttina e limitata".

Diciamo pure che Facebook ha adottato una tecnica, che ultimamente utilizza spesso: "buttare nella mischia" un servizio approssimativo, per migliorarlo giorno dopo giorno, modellandolo, fino ad arrivare a stupire gli stessi utenti che lo avevano precedentemente criticato.

Interessante la decisione di tralasciare completamente il "meccanismo ludico a base di badge" alla base dei suoi principali rivali Foursquare e Gowalla, e di concentrarsi (come dimostrato poi con l'uscita di Deals) principalmente sugli aspetti Marketing.

Ma che cos'è Facebook Deals? Riporto una parte del post di Vincos, che lo descrive perfettamente in maniera sintetica...
La piattaforma Deals, naturale complemento di Places, permetterà ai titolari di un azienda di registrarsi per offrire a clienti e prospect sconti e promozioni. Nel contempo gli utenti potranno conoscere tali vantaggi accedendo a Places e individuando i luoghi che hanno un’icona gialla.
La novità, rispetto a Foursquare, sembra essere l’immediatezza nella creazione dei “deal” e la versalità delle opzioni. Tutto avviene attraverso la propria pagina Places (reclamata in precedenza come rappresentativa dell’attività commerciale di cui si è responsabili). Quattro le tipologie disponibili:
  1. Individual deals: che premiano i clienti che effettuano il check-in una sola volta
  2. Loyalty deals: che scattano dopo un certo numero di acquisti o check-in
  3. Friend deals: che premiano l’utente se coinvolge i suoi amici nel check-in
  4. Charity deals: che permettono alle aziende di donare denaro in beneficenza per ogni check-in effettuato dalle persone.(da Vincos.it)
Potete capire che con 200 milioni di utenti che già utilizzano Facebook da dispositivi portatili, non sia difficile immaginare un vero e proprio boom nei confronti di queste applicazioni.

Come dice Luca Della Dora (che vi consiglio di seguire con attenzione!)...
(...)Facebook Deals sembra quindi un’opportunità per tutti gli attori coinvolti: le persone usufruiscono di offerte speciali dedicate ai loro gusti e alle loro abitudini; i brand hanno uno strumento completamente gratuito attraverso cui creare awareness e attirare consumatori in-store (...); e Facebook? Facebook per ora incrementa l’engagement della sua base utenti, ma nel lungo periodo potrà replicare quanto accaduto con Google AdWords, e sfruttare la volontà di differenziarsi dei brand, che non si accontenteranno più della offerte speciali standard, ma vorranno qualcosa di specifico e personalizzato. (da We Are Social)
Allora siete ancora convinti che la Geolocalizzazione nel "Social Web" sia qualcosa appannaggio esclusivo dello smanettone di turno? Io credo proprio di no. Quel 4% è proprio destinato a crescere!

Che cosa ne pensate? Apriamo il dibattito e che... la conversazione continui!


Per approfondire sull'argomento:



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domenica 7 novembre 2010

La lingua del Web? Inglese batte Cinese!

Gli utenti di Internet sono quasi un terzo della popolazione mondiale. Ma qual'è la lingua più "parlata" del Web? Le statistiche dicono che l'inglese batte il cinese...

Secondo una recente indagine gli utenti attuali di Internet sono, in totale, quasi 2 miliardi, distribuiti in questo modo...
...e, secondo quest'altra (targata IBM), l'Inglese è la lingua più utilizzata del Web. Battuto il cinese...

Sorpresi...?


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venerdì 5 novembre 2010

Iab forum: 2 video da condividere

Archiviata la prima presenza personale allo IAB Forum, la grande kermesse italiana dell'advertising.
Cosa mi ha lasciato? Sicuramente qualche spunto interessante, soprattutto per quanto riguarda il "Mobile" e le potenzialità di questo mercato in forte espansione. Come regalo vi ho portato da Milano 2 video che sono stati visti durante gli workshop pomeridiani e che ho voglia di condividere con voi...

Il primo che, devo dire la verità, mi ha fatto fare 2 risate è stato proposto da Edoardo Negri, di Niumidia Adv, come provocazione sull'utilizzo sempre più massiccio e variegato del telefono cellulare.


Il secondo invece è stato proposto da Andrea Barchiesi di Reputation Manager e fa riflettere sul problema della sovraesposizione sui Social Network che può portare dei problemi di (Web) Reputation, difficilissimi da risolvere.

Diffusione degli smartphone e personal branding mi sembrano 2 argomenti di assoluta attualità.
Che cosa ne pensate?


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mercoledì 3 novembre 2010

Anche Foursquare contro i falsi check-in!

Parlando dei servizi di "Geolocalizzazione Sociale", ho spesso espresso forti perplessità riguardo al problema dei falsi check-in, soprattutto in relazione alle potenzialità marketing dello strumento.
A
Foursquare sembrano finalmente fare i primi passi contro questa problematica...

A mio avviso, la facilità nel dichiarare una falsa posizione, sui social network geolocalizzati, rischia di sminuire notevolmente le possibilità legate alla dinamica promozionale più in voga del momento su Foursquare, la concessione di sconti e offerte in cambio di check-in.

I fondatori del social network, fino ad oggi, si erano dichiarati "per nulla preoccupati" della questione, insistendo sul fatto che all'interno delle dinamiche ludiche e relazionali dell'applicazione valeva poco "barare" sulla propria posizione.

Invece, oggi, leggendo Mashable, apprendo con soddisfazione che proprio Foursquare sta per introdurre una nuova funzione che permetterebbe, ai proprietari delle aziende presenti sul network, di "spodestare" i mayor, che lo sono diventati attraverso check-in fasulli...
If a Mayor is flagged by a business owner, they’ll be removed from office immediately and the next user in line will take over as Mayor. We’re still in the very early stages of experimenting with this feature and will most likely be tweaking it based on feedback from business owners.
Restano da approfondire alcune questioni, legate a questa possibile soluzione. Non è chiaro in che modo i proprietari possano essere sicuri della reale "bontà" dei check-in degli utenti e quale sia l'effettivo potere di controllo sulle "gerarchie foursquariane" all'interno delle proprie pagine. 

Ritengo comunque positivo il fatto che a Foursquare, messi forse sotto pressione dalla nascita di applicazioni come Shopkick o Checkpoints, orientate espressamente al business, hanno deciso finalmente di considerare il problema.

Che cosa ne pensate? Ritenete che Crowley e compagnia stiano andando nella giusta direzione? Discutiamone e che... la conversazione continui!



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martedì 2 novembre 2010

Nuovo Twitter: è boom di utenti?

Nuovo Twitter: è boom di utenti? Oppure siamo di fronte a incrementi "fisiologici"? Che cosa ne pensate?

Secondo TechCrunch, Twitter avrebbe raggiunto i 175 milioni di utenti, facendo registrare un sorprendente aumento di 30 milioni negli ultimi due mesi, da quando cioè è entrato in scena il Nuovo Twitter.

Questi dati non sono però accompagnati da un altrettanto netto incremento delle pagine viste e dei visitatori unici. Anzi, sia secondo Alexa  (a livello "realtivo" su tutto il traffico Internet), sia  per Compete (a livello "assoluto") siamo di fronte ad un calo...



Un pò strana la situazione del social network "cinguettante" che nonostante l'aumento di utenti, sembra generare meno traffico.

A livello personale, apprezzo la nuova versione di Twitter anche se (devo dire la verità) continuo ad usarlo alla "vecchia maniera". Mi rendo conto di aver utilizzato davvero poco, per esempio, la possibilità di condividere contenuti multimediali. Sarei curioso di sapere se è mutato il vostro modo di "cinguettare".

Fatemelo sapere e che... la conversazione continui!

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