sabato 30 ottobre 2010

Geolocalizzazione dallo spazio? Perplessità...

Gowalla ed... esplorazione lunare. Foursquare e... check-in dallo spazio. Durante gli ultimi giorni ha fatto molto parlare il "botta e risposta" tra Gowalla e Foursquare relativo alla "geolocalizzazione spaziale". Personalmente? Qualche perplessità...

Gowalla ha stabilito una partnership, niente di meno che, con la Nasa per far scoprire agli utenti le tappe e i luoghi più importanti dello sbarco sulla luna. Il meccanismo di questo progetto è molto semplice: gli utenti che faranno dei check-in da quei luoghi (si tratta di posti reali) sbloccheranno dei badge particolari.

Foursquare ha deciso di ingaggiare addirittura un'astronauta e fargli effettuare il primo check-in dallo spazio, il tutto connesso con uscita di special badge e, un pò come il rivale, programma di scoperta di "luoghi decisivi" per la storia delle esplorazioni spaziali.

Al di là del chiaro intento promozionale delle due operazioni, mi restano alcune perplessità legate soprattutto a due argomenti:
  • Il problema dei falsi check-in: i due servizi presentano la problmatica del "poter barare". Gli utenti possono fare check-in in un determinato luogo solo ed esclusivamente per poter sbloccare dei badge, e quindi dei punti che facciano aumentare punteggio e status. Il tutto in maniera consentita e senza alcun controllo. Ciò ha delle implicazioni non trascurabili per quanto riguarda, per esempio, gli sconti offerti a chi fa check-in in determinati luoghi aziendali (ho già parlato del caso Foursquare-Mcdonald's). L'argomento sembra però non interessare troppo i responsabili dei due servizi, come dimostra una recente risposta di Neeven Selvadurai (coofondatore di Foursquare), interrogato sulla questione da Alessio Jacona:
    "Naveen non si è dimostrato preoccupato del problema e ha detto che al momento non stanno pensando a nessuno specifico provvedimento, condividere una posizione in cui effettivamente non ci si trova non ha alcun valore nè per l’utente finale e nè per la sua rete di contatti". (dal blog di Giuliano Iacobelli)
    Peraltro esistono già applicazioni di geolocalizzazione sociale in cui è impossibile invece barare e per effettuare il check-in, in un luogo, è effettivamente necessario esserci veramente. Mi riferisco a Shopkick, strumento egregiamente spiegato in un post di Nowmedia.

  • La commistione tra reale e virtuale: un'altra perplessità legata alle iniziative "spaziali" deriva dal fatto che ritengo che, uno degli elementi cardine del successo attuale della geolocalizzazione nel social web, sia dato dal rendere sempre più labile il confine tra mondo virtuale e mondo reale. L'utente avverte in misura sempre maggiore la necessità di affermazione soggettiva in un luogo reale, fisico, inconfutabile.
    Giovanni Boccia Artieri, a mio avviso, il migliore nel panorama nazionale ad esprimersi proprio sul fenomeno geolocalizzazione la pensa così:
    "Possiamo pensare Foursquare e le dinamiche che accende come la metafora della trasformazione che stiamo attraversando nel rapporto tra relazioni sociali e modo in cui viviamo i luoghi, senza soluzione di continuità tra la nostra identità dentro e fuori la Rete” (GBA in Apogeonline)
    "Una strada che sembra ristrutturare la percezione del nostro abitare i media e la realtà, il nostro senso del luogo, integrando in modo sempre più forte le forme e i modi di abitare la Rete (frequentare contenuti di informazione sui siti di giornali, visitare il blog di un amico, risiedere per un po’ di tempo in una chat) con quelli della vita nei luoghi quotidiani e dilatando le modalità di connessione tra persone, luoghi e cose associandole ad informazioni e contenuti comunicativi che produciamo". (GBA in Apogeonline)
    Ho l'impressione invece che queste iniziative allontanino l'utente dal desiderio di legittimare la propria realtà, indirizzandolo nuovamente verso mondi lontani e poco reali, come appunto lo spazio.
Mi piacerebbe aprire un dibattito su questi due temi e conoscere le Vostre opinioni.
Che la conversazione continui...!


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martedì 26 ottobre 2010

Giochi online: i numeri dei Facebook Games!

Mi sono già occupato, con molta curiosità del fenomeno del social gaming, ovvero tutta quella serie infinita di giochi online che, utilizzati all'interno delle piattaforme sociali (quasi sempre Facebook), "incollano" milioni di utenti agli schermi dei propri computer (e smartphone!). Oggi, per andare ancora più a fondo al fenomeno, vi propongo un'infografica, pubblicata recentemente da AllFacebook, che riporta tutti i numeri dei "Facebook Games", i giochi online più diffusi del momento...


Ecco i dati più "salienti", relativi alle applicazioni che si trovano su Facebook ed agli utenti che le utilizzano:

  • circa 250 milioni di utenti Facebook giocano a Farmville e compagnia;
  • 7 donne su 10 iscritte a Facebook sono "giocatrici";
  • 2 su 10 si dichiarano addirittura dipendenti dai giochi online;
  • 56 milioni di persone giocano almeno una volta al giorno, quasi 300 milioni almeno una volta al mese;
  • 1 persona su 2 si collega a Facebook, specificamente per le i Games;
  • il 20% degli utenti ha sborsato qualche cosa per ottenere dei benefici per il gioco.
I numeri sono strabilianti e difficili da immaginare per uno come me che non annovera i giochi online tra i suoi passatempi preferiti. Ciò che mi fa riflettere maggiormanete sono le potenzialità a livello pubblicitario dei Social Game, che, con una diffusione del genere, possono rappresentare un terreno molto fertile per l'insediamento di advertising massiccio.

Per approfondire...


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lunedì 25 ottobre 2010

Google per il 95% è... Search

Business Insider stima che il 95% dei guadagni di Google, provenga dalla Search, ovvero da attività strettamente connesse con il motore di ricerca.


Che cosa dire di Youtube, Chrome, Picasa, Google Maps, Google Earth, Android, Gmail e chi più ne ha più ne metta?

La non-search porta solo briciole!

Che cosa ne pensate?


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sabato 23 ottobre 2010

Email Marketing?!? Ah ecco!

"Non ti vedo più così spesso in giro?"

"Sai, tra università e lavoro il tempo per uscire è sempre meno".

"Lavori? Che stai combinando?"

"Eh si... lavoro in un'agenzia di Comunicazione, specializzata nell'Email marketing"

"Email Marketing...???" (con "in allegato" faccia dubbiosa...)

(dialogo realistico senza specifici riferimenti a fatti o a persone...!)

La risposta a tutti coloro che negli ultimi tempi hanno risposto con uno sguardo dubbioso (nel migliore dei casi) al mio tentativo di esplicare che cosa fosse l'Email Marketing (ed ancora prima il Web Marketing!!!) è ben sintetizzata in questo video di Persuasive Marketing, pubblicato anche in un post del Tagliablog.


Un bel "ripasso" di fondamenti di Email marketing anche per il sottoscritto, visto che all'interno dell'agenzia, in verità, mi occupo di altri aspetti...

Per chi volesse approfondire sull'email marketing ecco una serie di articoli da leggere:



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giovedì 21 ottobre 2010

Social Media Marketing: il gioco vale la candela?

La riflessione del giorno me l'ha ispirata un ottimo articolo di Giorgio Soffiato, su Marketing Arena. L'autore si interroga, in maniera davvero lucida, sulle effettive potenzialità del social media marketing, moda markettara del momento, esprimendo alcuni punti critici, tra cui questo che mi ha colpito di più...

Il social è pericoloso: ci sono di mezzo gli utenti, non si può sbagliare, le aziende hanno paura.
Questo pensiero, assolutamente condivisibile, mi ha fatto tornare alla mente un bel pò di Cluetrain Manifesto, nonchè alcune delle 91 Tesi di marketing diverso di Diegoli che al contrario spingono le aziende ad aprirsi totalmente alla conversazione con gli utenti, a scendere dalla propria "torre d'avorio".

Tanti sono i pregi derivati dall'utilizzo del socialmedia marketing. Primo fra tutti l'enorme diffusione delle Reti Sociali (la maggiorparte degli utenti/clienti si trova li!). Tanti sono anche i difetti, tra cui, per esempio, la difficoltà di garantire in maniera scientifica un ritorno economico.

Tirando le somme... il gioco vale la candela? Mi piacerebbe aprire una discussione.

A mio modesto parere non possono non entrare in questo dibatito due concetti totalmente abbandonati dal "marketing del denaro ad ogni costo", che ritornano a reclamare spazio (acclamati dagli utenti) in questo nuovo Web Marketing Sociale: trasparenza e fiducia. Che cosa ne pensate?

Che la conversazione continui!


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martedì 19 ottobre 2010

Primi su Google... in 3 mosse!

Per tutti coloro che hanno un sito internet (personale o aziendale, poco importa) il sogno (a volte quasi un'ossessione) è essere primi su Google.

Ovvero, posizionarsi ai primi posti del motore di ricerca, per parole chiave, con lo scopo di attirare, sulle proprie pagine, la miriade di utenti che cerca informazioni in Rete (in Italia quasi tutti su Google). Le conseguenze sono l'ottenimento di  visite, contatti, e, in ambito business, conversioni.

Da qualche anno, nel settore, è sorta una professione: quella dell'esperto SEO (search engine optimization), incaricato proprio di rendere visibili, sui motori di ricerca, i siti internet, attraverso strategie di ottimizzazione e posizionamento dei contenuti.

Uno dei più grandi esperti SEO del momento, Rand Fishkin, in un'intervista rilasciata alla Social Media Week di Milano, ha fornito alcuni consigli sul come essere primi su Google in 3 mosse.


Fishkin ha focalizzato l'attenzione sui 3 aspetti più importanti del "posizionamento naturale" (non a pagamento):
  • ottimizzazione "on page" del sito: migliorare la fruibilità del sito, attraverso una serie di pratiche, per renderli più "attraenti" per gli spider, programmi che hanno lo scopo costante di classificare e catalogare tutte le pagine Web di Internet.
  • monitoraggio del comportamento degli utenti: controllare attraverso strumenti specifici, le informazioni più ricercate dalle persone nei motori di ricerca, e, di conseguenza, concentrarsi sui contenuti più "richiesti";
  • link poularity: avere il maggior numero di siti internet che si collegano al proprio è importante per garantire l'affidabilità dei contenuti del sito. La popolarità dei link è una componente fondamentale del page rank, il valore più importnate per determinare la posizione nella SERP del motore di ricerca.
Se volete approfondire sull'argomento SEO ecco alcuni articoli da leggere:



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sabato 16 ottobre 2010

La conversazione nel Social Web: il prisma di Solis

If a conversation takes place online and you’re not there to hear it, did it really happen? (B.Solis)
Credo nella conversazione online. Nel Social Web. Nel Cluetrain manifesto. Per la condivisione della conoscenza. Per lo sviluppo. Per il business.

Quello che vi propongo è la terza versione del celebre "Prisma della converazione online" (di Solis e Jess3). Vi è rappresentato tutto l'universo dei Social Media, categorizzati e organizzati a seconda di come vengono utilizzati dagli utenti. Dategli un'occhiata e... (naturalmente) che la conversazione continui...

(clippa per ingrandire)

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venerdì 15 ottobre 2010

Facebook e Bing si alleano: tutti i commenti!

Dopo che l'inizio settimana è stato fortemente monopolizzato dal caso "Internet for Peace", che ha visto la blogosfera italiana spaccarsi in due schieramenti contrapposti che si sono fronteggiati a "colpi di post" (il tutto molto ben sintetizzato dal Tagliablog), da ieri non si fa altro che parlare dell'alleanza tra Facebook e Bing, salutata da molti esperti come il nuovo pilastro della ricerca sociale (social search).

Il fenomeno è stato analizzato in profondità; quindi ho deciso di trasformare (per oggi) in aggregatore questo blog e proporvi tutti gli articoli migliori sull'argomento.Tanti sono gli spunti di interesse. Vediamo se riusciamo a creare uno spazio di discussione!
  • Vincos sottolinea lo sgarbo fattoda Facebbok a Google, che da tempo "prometteva" lo sbarco nella social search.
  • Dario Salvelli invece si concentra sulla posizione di Microsoft e sui vantaggi che può trarre Bing dall'accordo.
  • Social Media Marketing centra l'attenzione sui possibili risvolti della ricerca sociale in chiave business.
  • Stefano Maggi (di "We are Social") sottolinea l'apertura di Facebook verso l'esterno, evidente visto le ultime mosse del Social Network.
  • Giovanni Boccia Altieri si sposta sul piano sociologico e ci spiega il concetto di homophilia, secondo cui ci rendiamo conto di preferire le cose che preferiscono i nostri friend e finiamo per trovare le “cose” che ci somigliano.
  • Luca De Biase si sofferma sulla politica di Bing che sta guadagnando "fette di mercato" grazie alle aleanze.
  • Il Tagliablog sottolinea il carattere lo scopo di Bing: quello di aiutare a prendere decisioni.
E voi che cosa ne pensate di questa news, che potrebbe rivoluzionare la search ed il modo di usufruire dei motori di ricerca?
Che la conversazione continui...

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mercoledì 13 ottobre 2010

Chi vuol essere il sindaco di Chicago?

Non c'è dubbio che la geolocalizzazione rappresenti uno dei "trend più caldi" del momento per quanto riguarda Internet e il Social Web. Strumenti come Foursquare, di cui abbiamo ampiamente discusso (anche grazie all'entrata in scena di Facebook Places) stanno cominciando ad essere conosciuti. Gli sviluppi futuri restano ancora difficili da immaginare ma a Chicago sembra che non manchino le idee e nemmeno la fantasia...

L'agenzia Web, Proximity, ha deciso di organizzare una sorta di concorso, proprio attraverso Foursquare, che mette in palio l' "appoggio promozionale", necessario per sostenere una campagna elettorale, per diventare sindaco di Chicago. Come si vince il concorso? Semplice, facendo più check-in (segnalando la propria posizione geolocalizzata attraverso il proprio smartphone) possbili davanti al municipio della città. Colui il quale svetterà in questa particolare classifica, a fine ottobre, riceverà tutto l'aiuto (a livello marketing) possibile per candidarsi a diventare sindaco alle elezioni del 2011.

C'è anche un sito, www.foursquariancandidate.com, su cui seguire l'evolversi della bizzarra iniziativa... Dunque se passate da quelle parti... fateci un pensierino!


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lunedì 11 ottobre 2010

Twitter: non tanti ma pesanti!

Ieri, dopo mille supposizioni (e qualche esagerazione!), la blogosfera italiana è stata messa al corrente dei numeri effettivi di Twitter, grazie ad un commento di Salvo Mizzi (Responsabile in Telecom Italia di Internet Media e Digital Communication) ad un post di Mantellini...

Riporto il contenuto del commento:
1) Registered Users in Italy (number) ~1.3M
2) Active Users in Italy (%) ~350K on a trailing 30 day basis (counted by login to Twitter or API, not including SMS use)
3) Demographics Italian subscribers (gender, age split %) We don’t capture these statistics
4) Italian unique visitors (month) ~7.8M to Twitter.com

5) Italian Twitter Users growth (last 12 months) We’ve seen a 30% increase in signups over the last 30 days with a total of ~100K in that trailing 30 day period. We don’t have statistics for a full year on this.
6) Daily tweets from Italian subscribers ~350K tweets/day
Certo che il paragone con Facebook è davvero piuttosto difficile. Si parla, secondo Vincos, di quasi 17 milioni di utenti registrati contro poco più di un milione. Eppure Twitter (ancora di più nel suo nuovo formato) sembra davvero in grado di consolidare notevolmente i propri numeri, anche se probabilmente non è adatto a diventare un canale sociale per la massa.

Ciò che mi preme sottolineare è l'utilizzo differente del social network. Per mia esperienza personale (ultimamente uso più Twitter che Facebook) lo considero molto adatto...
  • come aggregatore di notizie;
  • per stabilire relazioni professionali;
  • per seguire un flusso di informazioni, provenienti, per esempio, dalla diretta di un evento;
  • come un importante strumento di CRM (relazione con i clienti). 
D'altronde, anche secondo le statistiche la relazione che si crea con "chi segue" attraverso Twitter è qualitativamente più "importante" rispetto a quella che si ha con i seguaci, tramite Facebook.

Interessantissima in merito l'opinione di Gianluca Diegoli, che dalle pagine del suo blog, esprime delle considerazioni molto pertinenti su questi dati:
(...)Il numero migliore è quello giusto, non quello massimo, nel web sociale. Per chi viene dall’advertising, vendere e comprare numeri è più facile, ma non è l’approccio corretto a medio termine. (...)potrebbe essere che 300.000 utenti abbiano un’influenza più elevata di 3.000.000 utenti di Facebook, dipende da dove si misura: detto in una frase, gli utenti di Facebook si contano, quelli di Twitter si pesano. Più che contarli a livello nazionale, dobbiamo cominciare a pesarne l’influenza e l’utilità sulla singola reputazione di persone e aziende, nei singoli settori, nelle singole aree informative partendo non dal numero totale, ma dal peso specifico di chi partecipa alla conversazione e da lì risalire. Potremmo anche scoprire che in molti settori davvero Twitter non conta nulla. Ma ce ne faremo una ragione.
Dunque sebbene gli utenti su Twitter non siano tanti, si può dire, in un certo senso, che siano pesanti?!?

Che cosa ne pensate?


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venerdì 8 ottobre 2010

Internet perde il nobel per la pace o forse no...

L'anno scorso, di questi tempi, anche su questo blog, si sviluppò un'interessante discussione sulla consegna del premio Nobel per la pace a Barak Obama. Ad un anno di distanza la consegna dell'ambito premio ci fornisce altri spunti di conversazione.

Il premio Nobel per la pace 2010 è andato a Liu Xiaobo, dissidente cinese, da diverso tempo in cella d'isolamento in qualche carcere militare di Pechino. Non ha vinto pertanto Internet, candidato mediaticamente da una grande campagna di Wired.

Sulla vicenda si è espresso con la solita arguzia Massimo Cavazzini che in un suo articolo ha criticato la campagnia di "Internet for Peace", bollata (giustamente, a mio avviso) come una maxi-operazione di marketing e comunicazione. Ecco alcuni passi dell'imperdibile articolo:
(...)Internet è uno strumento, un medium, una rete che collega persone e come tale sono le persone stesse a poter usare bene o male il mezzo. Internet è usata dai terroristi così come dai pacifisti, il Nobel deve andare ad una persona e non ad uno strumento che, come tale, può essere utilizzato a fin di bene o meno.
Quindi Internet for Peace ha fallito? Sì. Se in Italia il coinvolgimento di influencers sembrava aver dato la spinta mediatica all’iniziativa, all’estero alcuni meccanismi italici non funzionano così bene per cui la logica (quella che vuole il premio alle persone) ha sconfitto il marketing (quello che ‘vende’ un’idea)...
Però Internet forse non ha completamente perso...

Fin dal momento della consegna del premio, il governo cinese si è attivato con una massiccia azione di censura per evitare che la notizia potesse diffondersi nel paese e fomentare le rappresaglie (stiamo parlando di un massimo riconoscimento assegnato ad un dissidente del governo). Televisioni, radio e siti internet hanno oscurato prontamente la notizia (pensate che al momento il diretto interessato, come già detto recluso, non ne è al corrente).

A Pechino non hanno però fatto i conti con Twitter, strumento dalle potenzialità virali e comunicative fuori dal comune. Attraverso il social network sono partiti una valanga di "cinguettii" (si parla di oltre 4000 tweets nella prima ora, ma tutt'ora il flusso è inarrestabile) che hanno permesso alla news di diffondersi per tutta la Rete e attraverso cui gli utenti cinesi sono venuti a conoscenza della vittoria del loro concittadino.
Il fenomeno, davvero interessante a livello mediatico, ha permesso ancora una volta di delineare quelli che sono i pregi nell'utilizzo informativo di un social network e, di conseguenza, di rivalutare anche Internet, in quanto strumento di libertà d'informazione e di superamento della censura.

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate.


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giovedì 7 ottobre 2010

La convergenza dei Social Network (un altra prova!)

Ne ha parlato Fabio Lalli, in un bel post. Ne ha parlato anche il sottoscritto analizzando la corsa agli armamenti (sociali) di Facebook e Goolge, e le tendenze a proiettarsi in segmenti di mercato nuovi per i vari social network. E' innegabile che ci troviamo in un momento di forte convergenza dei Social Network.

Il nuovo Twitter e le funzionalità annunciate da Facebook, proprio ieri, non fanno altro che confermare questa tendenza.

In sintesi, se Twitter ha deciso di compiere un forte passo in direzione della massa, grazie all'apertura al flusso di contenuti multimediali, Facebook, con i nuovi Groups, sembra intenzionato a valorizzare seriamente le nicchie.

Avete capito bene! Facebook, la piazza dei network sociali, re per eccellenza, proprio delle masse, vuole dare importanza e garantire protezione alle nicchie, mentre Twitter, laboratorio di comunicazione, principe proprio delle nicchie (degli "smanettoni" soprattutto) cerca in tutti i modi di aprirsi alla massa.

Se non è convergenza questa....

Cosa ne pensate?

per approfondire...



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mercoledì 6 ottobre 2010

Internet non è per tutti... (spesso me lo dimentico)

Da circa due anni utilizzo strenuamente il Web, dapprima a livello personale e poi, sempre di più, a livello professionale. Ci sono dei momenti in cui mi domando che cosa farei se non ci fosse la Rete. Come sarebbe la mia vita? Quali attività "alternative" avrei sviluppato? Di che cosa mi starei occupando?

Tutte domande in cui stento a trovare una risposta. In manera pittosto egoistica, guardando al mio orticello, spesso mi dimentico che in realtà Internet non è per tutti. Non ancora almeno.

Un articolo che casualmente mi sono trovato davanti agli occhi, mi ha portato a riflettere. Spesso diamo per scontato che tutto il mondo utilizzi Internet, che il divario digitale sia un problema ormai minore, che Internet sia alla portata dei cittadini dei paesi più svariati del globo. Ebbene non è così... Date un'occhiata.


Secondo queste autorevoli statistiche meno del 30% della popolazione mondiale ha accesso a Internet. Se poi raffrontiamo le varie regioni del pianeta tra di loro la situazione si fa ancora più critica. Se in Nord America, Oceania ed Europa più della metà della popolazione si collega ala rete, in Asia (2 persone su 10) e soprattutto in Africa la situazione è ben diversa (1 su 10).

Non posso far altro che constatare, con una certa amarezza, che siamo ancora lontani da una Rete globale mondiale. Le grandi opportunità attivate da quello che da più parti è considerato come uno degli strumenti più rivoluzionari nella storia dell'umanità non sono ancora a disposizione di tutti. E' bene esserne consapevoli.


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martedì 5 ottobre 2010

Google Instant: tutto cambia perchè tutto resti com'è!

Su Google Instant è stato detto tutto ed il contrario di tutto. Forse invece di lanciarsi in appariscenti dichiarazioni che inneggiavano alla morte del SEO (e di morti nel Web in questi giorni abbiamo ampiamente parlato!), era giusto aspettare le prime analisi, i primi numeri.

Eccole le statistiche (rispettivamente di Conductor e di Mec)... Date un'occhiata ai cambiamenti nelle ricerche prima e dopo l'avvento di Instant.

 Cos'è cambiato? Ben poco!

In questo contesto non può non farsi largo nella mia mente l'esclamazione di Gattopardiana memoria "bisogna che tutto cambi perchè tutto resti com'è"

Azzeccata no?


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lunedì 4 ottobre 2010

Facebook e il futuro mobile


Facebook Places, accordo con Skype, rivalutazione dei Facebook credits, possibile produzione di un proprio smartphone... Insomma non mancano novità nel "futuro mobile" di Facebook. Proviamo a fare un pò di ordine...

E' uscito (ora anche in Italia, con il nome Facebook Luoghi) Facebook Places. Il servizio di geolocalizzazione, made in Palo Alto, che sicuramente avrà il merito di far conoscere le potenzialità dei servizi "location-based" al di fuori della nicchia degli "early adopters". Anche la massa degli utenti capirà le potenzialità sociali e marketing che si celano dietro alla geolocalizzazione. Una base di utenti di oltre 500 milioni da ampie garanzie in tutti sensi. E il fatto che il servizio sarà ampiamente (e soprattutto) utilizzato via mobile apre scenari davvero interessanti per la creatura di Mark Zuckerberg.

Le notizie degli ultimi giorni vedono infatti Facebook sempre vicino alla costruzione di un proprio smartphone, destinato in tutti i casi a sconvolgere il mercato mobile. Le vicissitudini del Nexus One di Google hanno dimostrato che non è facile entrare in concorrenza con Iphone, Blackberry e soci in questo settore ma Facebook non sembra aver paura di niente e di nessuno, e lungimiranza e capacità infinite del suo staff sembrano garantirgli un futuro roseo anche in questa nuova sfida.

In questo senso assume dei contorni eccezionali anche il sempre più probabile accordo con Skype, che porterà alla creazione di un gigante del Web. Gli sviluppi sono solo parzialmente comprensibili ma si ha la sensazione che si arriverà a "qualcosa di grande".

Anche la forte spinta nei confronti dei Facebook Credits (la moneta virtuale del Social Network) sembra calzare a pennello con il nuovo Facebook proiettato al mercato dei dispositivi portatili. Si potrebbe pensare, in ottica commerciale, all'acquisto di crediti facebookiani con l'utilizzo di schede prepagate.

D'altronde già attualmente i numeri di "Facebook mobile" fanno paura e per questo le nuove sfide sembrano poter essere affrontate con un certo margine di sicurezza. Un'infografica pubblicata da Flowtown proprio su questo fenomeno indica in 150 milioni il numero di utenti che si collegano a Facebook da smartphone. Ecco l'infografica completa con una serie di dati davvero interessanti (clicca sull'immagine per ingrandire).

Impossibile non sottolineare che Facebook sia una delle applicazioni più utilizzate attualmente attraverso smartphone, a prescindere dal modello e dal sistema operativo, e che il "Social Networking" rappresenti la categoria più in crescita del settore. Davvero convinti che sia un azzardo tirar fuori il proprio telefono?

Per approfondire vi consiglio la lettura di questi articoli:




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domenica 3 ottobre 2010

Chi ha paura del commercio elettronico?

Nonostante il commercio elettronico (Ecommerce) possa definirsi come una realtà sempre più affermata, in alcune "fasce" di utenti permangono paura e diffidenza. Cosa "turba" gli utenti che devono effettuare un acquisto online? Chi sono gli utenti che al contrarioutilizzano questa pratica senza problemi?

C'è qualcuno che ha analizzato i fattori che spaventano maggiormente gli utenti quando si tratta di shopping online...

... e qualcun altro ha tratteggiato un ritratto dell'utente "tipo" che si serve del commercio elettronico...

E voi acquistate spesso beni o servizi online? O siete piuttosto restii? Parliamone...

fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/fosforix/3007393167/

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venerdì 1 ottobre 2010

Web, Marketing ed Inquinamento

Oggi ho pubblicato un post per gli amici di Camminando Scalzi, ottima blog-zine che ha in questi giorni compiuto 1 anno, sui legami tra il Web, il Marketing e l'inquinamento.

Questo tema è salito alla ribalta soprattutto dopo la querelle mediatica tra Facebook e Greenpeace.

Riporto alcuni passi del post:
La celebre associazione, che da sempre difende l’ecologia planetaria, ha accusato il gigante blu di inquinare a dismisura a causa del suo nuovo data center in Oregon, alimentato a carbone. Greenpeace ha avviato una serie di iniziative tra cui una richiesta di adottare una politica ambientale più rispettosa, controfirmata da 500.000 utenti di Facebook, una lettera scritta dal direttore esecutivo Naidoo indirizzata direttamente a Facebook e un video che ha rapidamente fatto il giro della Rete.
Siamo d’innanzi ad un nuovo tipo di inquinamento: una scia di dati (spesso inutili) che lasciamo alle nostre spalle, alimentata da non poca energia elettrica. Ogni volta che visitiamo un sito, mandiamo una e-mail o facciamo qualsiasi altra cosa in rete, mettiamo in moto dischi, testine, impulsi che viaggiano da una parte all’altra del globo e che vengono inviati, smistati e ricevuti. Quindi nonostante i computer non utilizzino fonti di energia altamente inquinanti come per esempio la benzina, non possiamo parlare di tecnologie a leggero impatto ambientale.
Ecco il video che ha suscitato tanto scalpore...


Vi invito a leggere integralmente l'articolo che riporta dati interessanti sull'inquinamento prodotto dall'email marketing, dalla search e dal cloud computing.

Sapevate, per esempio, che il settore dell'ICT inquina quanto il settore aeronautico?

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate...


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