mercoledì 31 marzo 2010
Fiverr: il mercatino dei 5 dollari!
Fiverr è un mercatino on line per piccoli servizi, offerti o richiesti, al prezzo fisso di 5 dollari. Chiunque può pubblicare sulla bacheca del sito cosa è disposto a vendere o comprare per 5 dollari. Gli acquirenti possono ordinare i servizi e sono tenuti a pagare, in anticipo, tramite Paypal. La piattaforma trattiene circa un dollaro per ogni transazione. I servizi sono davvero i più svariati: si va da chi propone di fare un logo o un banner per la vostra azienda, a chi vi può organizzare nei migliore dei modi un viaggio a Praga. Le attività sono divise in categorie, che facilitano la ricerca.
L'idea è brillante, innovativa e divertente. Su Fiverr si ha anche la possibilità di postare dei commenti di feedback (in stile e-bay) sulla "serietà" dei vari utenti. La grafica del sito (in stile Twitter) è piacevole, e l'usabilità è elevata.
E voi cosa sareste disposti a fare per 5 dollari?
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
L'idea è brillante, innovativa e divertente. Su Fiverr si ha anche la possibilità di postare dei commenti di feedback (in stile e-bay) sulla "serietà" dei vari utenti. La grafica del sito (in stile Twitter) è piacevole, e l'usabilità è elevata.
E voi cosa sareste disposti a fare per 5 dollari?
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
Etichette:
5 dollari,
curiosità internet,
fiverr,
fiverr mercatino 5 dollari,
mercatino on line
lunedì 29 marzo 2010
Carpooling in Italia: lo proviamo?
Il carpooling, letteralmente "condivisione di automobile" è una pratica davvero molto in voga in molti paesi d'Europa (centro-nord) e negli Stati Uniti. Da qualche tempo se ne parla anche in Italia e molteplici sono i portali sorti negli ultimi tempi per promuovere questa interessante maniera di viaggiare.
Il principio è la condivisione, l'obiettivo ridurre costi ed inquinamento, lo strumento per accordarsi naturlamente il Web. Il carpooling ha tutto per sfondare anche in Italia, tradizionalmente in ritardo rispetto al resto dell'Europa nell'aprirsi a certe prospettive. In Francia e Germania (per non parlare di paesi ancora più a nord!), tanti giovani (ma non solo) che hanno bisogno di spostarsi, oltre a confrontare le possibilità fornite dai mezzi di trasporto convenzionali (treni e autobus), gettano sempre uno sguardo al carpooling. In parole povere, si tratta di un sistema veloce per consentire l'utilizzo di una sola macchina a più persone che percorrono lo stesso tragitto, per lavoro, per studio, per vacanze o per ogni altra esigenza di spostamento, in cambio di un contributo per le spese di viaggio. Basta organizzarsi. L' autostop virtuale del nuovo secolo risulta... (CONTINUA...)
estremamente affascinante poichè unisce diversi principi tanto cari ai giovani: in primis la possibiltà (non da poco) di risparmiare rispetto a treni e pulmann; inoltre l'idea di poter contribuire alla riduzione dell'inquinamento (meno macchine per più persone = meno traffico = meno CO2!) e non ultimo il poter aumentare i propri e contatti e le proprie relazioni, caratteristica principe di tutta una serie di applicazioni 2.0, che stanno stravolgendo (in positivo!) il modo di viaggiare e di rapportarsi con persone di altri paesi (vedi Couchsurfing, o Livemocha di cui ho già parlato in altri post).
Tutti i portali di carpooling hanno un funzionamento simile: ci si registra sul sito (sempre gratuitamente!), si crea un profilo e si cerca, o si propone (a seconda se si ha una macchina da mettere a disposizione, o si è solamente passegeri) il proprio tragitto. Una volta trovato una possibile tratta in comune con un altro utente, ci si contatta tramite mail, ci si accorda per luogo ed ora di partenza ed il gioco è fatto!
Per i più scettici riguardo alla sicurezza, è sempre consigliabile ad ambo le parti prendere alcune precauzioni, per esempio verifiche sulle rispettive identità (tutti i portali hanno un sistema di feedback che consente di controllare quello che gli utenti hanno fatto in precedenza), o un contatto telefonico che preceda il viaggio.
Diversi i portali attivi in Italia: Autostop, Postoinauto, Roadsharing e ultimo arrivato, Passaggio, fratello del tedesco www.mitfahrgelegenheit.de, piattaforma che raccoglie più di un milione di utenti registrati. Anche autostrade italiane ha promosso nel 2009 il proprio carpooling all'indirizzo http://www.autostradecarpooling.it/
Le alternative ci sono, perchè non provare?
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
Il principio è la condivisione, l'obiettivo ridurre costi ed inquinamento, lo strumento per accordarsi naturlamente il Web. Il carpooling ha tutto per sfondare anche in Italia, tradizionalmente in ritardo rispetto al resto dell'Europa nell'aprirsi a certe prospettive. In Francia e Germania (per non parlare di paesi ancora più a nord!), tanti giovani (ma non solo) che hanno bisogno di spostarsi, oltre a confrontare le possibilità fornite dai mezzi di trasporto convenzionali (treni e autobus), gettano sempre uno sguardo al carpooling. In parole povere, si tratta di un sistema veloce per consentire l'utilizzo di una sola macchina a più persone che percorrono lo stesso tragitto, per lavoro, per studio, per vacanze o per ogni altra esigenza di spostamento, in cambio di un contributo per le spese di viaggio. Basta organizzarsi. L' autostop virtuale del nuovo secolo risulta... (CONTINUA...)
estremamente affascinante poichè unisce diversi principi tanto cari ai giovani: in primis la possibiltà (non da poco) di risparmiare rispetto a treni e pulmann; inoltre l'idea di poter contribuire alla riduzione dell'inquinamento (meno macchine per più persone = meno traffico = meno CO2!) e non ultimo il poter aumentare i propri e contatti e le proprie relazioni, caratteristica principe di tutta una serie di applicazioni 2.0, che stanno stravolgendo (in positivo!) il modo di viaggiare e di rapportarsi con persone di altri paesi (vedi Couchsurfing, o Livemocha di cui ho già parlato in altri post).
Tutti i portali di carpooling hanno un funzionamento simile: ci si registra sul sito (sempre gratuitamente!), si crea un profilo e si cerca, o si propone (a seconda se si ha una macchina da mettere a disposizione, o si è solamente passegeri) il proprio tragitto. Una volta trovato una possibile tratta in comune con un altro utente, ci si contatta tramite mail, ci si accorda per luogo ed ora di partenza ed il gioco è fatto!
Per i più scettici riguardo alla sicurezza, è sempre consigliabile ad ambo le parti prendere alcune precauzioni, per esempio verifiche sulle rispettive identità (tutti i portali hanno un sistema di feedback che consente di controllare quello che gli utenti hanno fatto in precedenza), o un contatto telefonico che preceda il viaggio.
Diversi i portali attivi in Italia: Autostop, Postoinauto, Roadsharing e ultimo arrivato, Passaggio, fratello del tedesco www.mitfahrgelegenheit.de, piattaforma che raccoglie più di un milione di utenti registrati. Anche autostrade italiane ha promosso nel 2009 il proprio carpooling all'indirizzo http://www.autostradecarpooling.it/
Le alternative ci sono, perchè non provare?
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
venerdì 26 marzo 2010
Social Network a confronto
Clicca sull'immagine per ingrandire
Oggi vi presento un interessante analisi di CMO che mette a confronto i Social Network più popolari del momento. La ricerca sottolinea, in maniera sintetica ma esaustiva, i pregi e i difetti delle varie applicazioni sociali, in rapporto ad alcuni obiettivi essenziali della "Web Communication":
- comunicazione col cliente (engagement);
- esposizione del proprio marchio (branding);
- traffico che portano ai siti di riferimento (traffic);
- posizionamento nei motori di ricerca (SEO).
Twitter e Facebook vengono apprezzati soprattutto per la forza nel costruire relazioni con i clienti e rafforzare l'immagine del proprio marchio. Stumbleupon raccoglie consensi per SEO e traffico che genera. Flickr e Deliciuos per le proprietà di posizionamento sui motori di ricerca. Male, secondo gli autori, Reddit e ancora peggio Yahoo Buzz che non eccellono in nessuna delle categorie.
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
giovedì 25 marzo 2010
Italiani: il Social Network ci piace
Gli italiani sono un popolo di poeti, santi e navigatori. Soprattutto di "navigatori" di Social Network, secondo Nielsen. Una ricerca pubblicata il 19 marzo ci indica infatti come il popolo che utilizza maggiormente le reti sociali. Se la media mondiale si aggira attorno alle 5 ore e mezza al mese, spese sui social media, gli Italiani raggiungo 6 ore e 27 minuti (calcolate per l'intero mese di Febbraio 2010). Anche gli australiani sono fortemente contaggiati dal "virus delle reti sociali". Seguono a distanza statunitensi e britannici. Agli antipodi della classifica, Svizzeri e soprattutto Giapponesi, molto meno "social addict".
A livello mondiale, il numero di utenti unici nei social network è cresciuto di quasi il 30%, paasando da 244.2 a 314.5 milioni, nell'ultimo anno. Nei 10 paesi analizzati nella ricerca, Facebook è (prevedibilmente!) il social network più utilizzato (il numero degli accessi è di 3 volte superiore a Myspace, che è il secondo!).
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
A livello mondiale, il numero di utenti unici nei social network è cresciuto di quasi il 30%, paasando da 244.2 a 314.5 milioni, nell'ultimo anno. Nei 10 paesi analizzati nella ricerca, Facebook è (prevedibilmente!) il social network più utilizzato (il numero degli accessi è di 3 volte superiore a Myspace, che è il secondo!).
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
mercoledì 24 marzo 2010
Twitter un fenomeno di 4 anni
In questi giorni (per la precisione il 21 marzo), Twitter ha festeggiato il suo quarto compleanno. Sono passati già 4 anni da quando Jack Dorsey lanciò il primo Tweet, probabilmente inconsapevole di quello che l'applicazione sarebbe diventata in così breve tempo. Il mese scorso Twitter ha raggiunto l'incredibile cifra di di 50 millioni di cinguettii al giorno (tanto per capirci, significa circa 600 messaggi postati al secondo!). Se si confrontano alcuni dati salienti, anno per anno, si resta sbalorditi:
"Resta di difficile interpretazione. Direi che potrebbe essere paragonato ad un "laboratorio" in cui si stanno sperimentano diverse forme di comunicazione ed interazione. Sicuramente la velocità e la sintesi lo rendono un'ottimo strumento per la diffusione delle informazioni. I 140 caratteri (limite del contenuto) sono però croce e delizia poichè, se da un lato consentono il rapido sviluppo e diffusione di contenuti, dall'altro sono causa di difficoltà per interazioni lunghe e bidirezionali. Le sue caratteristiche lo rendono sicuramente adatto per nuove forme di "citizen journalism" (ne è un esempio recente il terremoto in Abruzzo, e l'attenzione che i media tradizionali rivolgono allo strumento), per la diffusione dei link ed anche come help-desk lavorativo. Non è da trascurare poi il suo utilizzo in ambito congressuale, dove Twitter permette di seguire in maniera produttiva e poco dispendiosa i congressi. Negli USA, la diffusione è dovuta al fatto che molte celebrities (piano piano lo stanno facendo anche da noi...), spinte probabilmente dall'idea di distinguersi, lo hanno adottato come strumento per interagire coi fan (esempio estremo di comunicazione unidirezionale!), una specie di mini sala stampa da cui diffondere i propri "comunicati".
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
- nel 2007 sono stati pubblicati circa 5000 tweets al giorno;
- fino al 2008, il numero è salito a 300.000 cinguettii postati al giorno;
- fino al 2009 si è arrivati a circa 2 milioni e mezzo di post al giorno;
- ma la crescita non si è arrestata: anzi ad un ritmo esaltante (con un aumento del 1400%), nel 2009 si è arrivati a raggiungere i 35 milioni di Tweets al giorno;
- ora come ora siamo già a quota 50 milioni!
"Resta di difficile interpretazione. Direi che potrebbe essere paragonato ad un "laboratorio" in cui si stanno sperimentano diverse forme di comunicazione ed interazione. Sicuramente la velocità e la sintesi lo rendono un'ottimo strumento per la diffusione delle informazioni. I 140 caratteri (limite del contenuto) sono però croce e delizia poichè, se da un lato consentono il rapido sviluppo e diffusione di contenuti, dall'altro sono causa di difficoltà per interazioni lunghe e bidirezionali. Le sue caratteristiche lo rendono sicuramente adatto per nuove forme di "citizen journalism" (ne è un esempio recente il terremoto in Abruzzo, e l'attenzione che i media tradizionali rivolgono allo strumento), per la diffusione dei link ed anche come help-desk lavorativo. Non è da trascurare poi il suo utilizzo in ambito congressuale, dove Twitter permette di seguire in maniera produttiva e poco dispendiosa i congressi. Negli USA, la diffusione è dovuta al fatto che molte celebrities (piano piano lo stanno facendo anche da noi...), spinte probabilmente dall'idea di distinguersi, lo hanno adottato come strumento per interagire coi fan (esempio estremo di comunicazione unidirezionale!), una specie di mini sala stampa da cui diffondere i propri "comunicati".
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
martedì 23 marzo 2010
Ufficiale: Google fuori dalla Cina
La diatriba Google Vs Cina, di cui tutti abbiamo parlato negli ultimi giorni, sembra (forse?!?) essere giunta a conclusione. Alla fine l'accordo, come previsto da più parti, non c'è stato.
Google però non si è completamente allontanata dal mercato cinese. Diciamo che si è resa protagonista di una manovra di aggiramento delle regole di Pechino, dirottando tutto il traffico di google.cn (il sito cinese, protagonista della vicenda filtraggio si, filtraggio no) sui server di Hong Kong, al sito google.com.hk, completamente libero da censure, ed in teoria liberamente consultabile dagli utenti cinesi.
Secondo fonti locali però Pechino avrebbe già risposto alla mossa di Google, controllando in qualche modo l'accesso ai server esterni al paese. Niente internet libero, a quanto pare, per il paese più popoloso del pianeta. A questo punto, mentre le associazioni per i diritti umani applaudono alla decisione di Google di non sottostare alla censura (su questo ipotetico ruolo da paladino ci sarebbe da discutere), la Casa Bianca si dichiara amareggiata per l'epilogo della vicenda e la stampa cinese inferocita, fa quadrato attorno al governo, restano da comprendere a pieno le conseguenza di questa decisione. I prossimi giorni saranno cruciali per tutto il mercato mondiale dell'internet.
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
Google però non si è completamente allontanata dal mercato cinese. Diciamo che si è resa protagonista di una manovra di aggiramento delle regole di Pechino, dirottando tutto il traffico di google.cn (il sito cinese, protagonista della vicenda filtraggio si, filtraggio no) sui server di Hong Kong, al sito google.com.hk, completamente libero da censure, ed in teoria liberamente consultabile dagli utenti cinesi.
Secondo fonti locali però Pechino avrebbe già risposto alla mossa di Google, controllando in qualche modo l'accesso ai server esterni al paese. Niente internet libero, a quanto pare, per il paese più popoloso del pianeta. A questo punto, mentre le associazioni per i diritti umani applaudono alla decisione di Google di non sottostare alla censura (su questo ipotetico ruolo da paladino ci sarebbe da discutere), la Casa Bianca si dichiara amareggiata per l'epilogo della vicenda e la stampa cinese inferocita, fa quadrato attorno al governo, restano da comprendere a pieno le conseguenza di questa decisione. I prossimi giorni saranno cruciali per tutto il mercato mondiale dell'internet.
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
lunedì 22 marzo 2010
Social Game: identikit del giocatore
Il fenomeno dei social game è sempre più diffuso nel mondo internettiano. Alzi la mano chi non conosce Farmville, Pet Society, Cafè World o Mafia Wars, ormai veri fenomeni di massa. Molti utenti infatti accedono a Facebook principalmente per "confrontarsi" con queste applicazioni. Il successo di questi videogiochi sta nella viralità e nella irrefrenabile voglia di competizione con gli altri. Un altro punto a favore è dato dall'approccio molto semplice e dalla meccanica di gioco per nulla complessa, che li caratterizza e li rende appetibili per tutti. E poco importa se l'obiettivo è, di volta in volta, avere la fattoria più attrezzata, il ristorante più funzionale o l'animale domestico meglio allevato.Qualche giorno fa mi sono casualmente imbattuto in una recentissima web research (scaricabile qui in pdf ) della compagnia privata Info Solution Group, che aveva come obiettivo quello di delineare il profilo dell' "utente medio" dei social game, in UK e USA.
I risultati del "web survey" sono sorprendenti e per niente scontati:
- le donne sono più degli uomini (55% a 45%);
- l'età del giocatore tipico è di 43 anni, sicuramente al di sopra di quello che ci si potrebbe attendere;
- la maggior parte dei profili appartiene alla categoria spostato/a, con figli, a casa. Il dato fa molto riflettere se pensiamo che il tempo passato con i social game risulta spesso essere maggiore del tempo passato con i figli (poveri noi!);
- tra le applicazioni più utilizzate domina (ci avrei scommesso!) Farmville (69%) seguito dal rompicapo Bejeweled, dal Texas Hold'em e da Cafe World
- i giochi sono l'attivita' a cui viene dedicato piu' tempo nei social network, superando chat e messaggi, con il 38% delle intervistate che si connette piu' volte al giorno, cosa che fa solo il 29% dei maschi.
Resta comunque il fatto che questo nuovo mercato sta sconvolgendo prepotentemente il business dei videogame tradizionali, a colpi di milioni di utenti, e le potenzialità per un'ulteriore espansione sembrano esserci tutte.
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
giovedì 18 marzo 2010
Google e il valzer cinese
Ormai sono due mesi che va avanti la querelle tra Google e la Cina: una disputa che ogni giorno si arricchisce di nuovi colpi di coda, tanto che ormai il valzer di notizie che la circonda incomincia un pò a stufare tutti. Tra news clamorose e smentite ufficiali non sappiamo più cosa credere. Mentre i rispettivi governi sono scesi in campo per espriemere punti di vista e perplessità, a Mountain View non si sa bene che cosa stiano architettando. Google via dalla Cina? Google resta ma con il motore di ricerca chiuso?
Per chi si fosse perso qualche puntata la storia è pressapoco la seguente:
se vuoi operare nel settore WEB in Cina, devi sottostare ad una serie di simpatiche regolucce che ti impongono i "capoccia" di Pechino. Se sei il motore di ricerca più utilizzato del mondo, hai, primo fra tutti, l'obbligo di filtrare le notizie poco gradite al governo (per esempio i fatti di piazza Tienanmen, non devono essere trovati, ne visti... insomma non esistono!). Google per aprofittare del mercato più redditizio del pianeta (i Cinesi sono davvero tanti...) decide di accettare le regole fino a quando un bel giorno, vittima di continui attacchi da parte probabilmente del regime stesso (che "bombarda" le caselle di posta GMail di alcuni dissidenti politici), per protesta toglie i filtri e Piazza Tienanmen torna ad esistere in tutti i computer della Cina. A quel punto a Pechino, dove la censura è un fiore all'occhiello (e vogliono che resti tale!), si arrabbiano parecchio e invitano BigG o a rispettare le regole o a smontare baracca e burattini. Li scende in campo anche il Governo USA. C'è un bel profumo d'incidente diplomatico, fino a che Google decide di tornare a rispettare le regole e a filtrare i contenuti, celando però dietro ad un "stiamo trattando", le sue reali intenzioni.
Quando pare che tutto possa finire "a tarallucci e vino", ecco l'ennesimo colpo di scena: sembrerebbe che su Google.cn si sia tornati ad aggirare la censura, facendo nuovamente imbestialire gli amici di Pechino che non vedevano l'ora di ribadire il loro concetto preferito: "o state alle nostre regole o ve ne andate di qui!"
Ora tutto sembra possibile... C'è chi è sicuro che Google lascerà la Cina, chi sostiene che chiuderà solo il motore di ricerca ma continuerà a fare business. Altri stanno già concentrandosi sullo sbarco in Oriente del fenomeno Twitter. Staremo a vedere quale sarà il prossimo movimento di questo valzer apparentemente infinito...
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
Per chi si fosse perso qualche puntata la storia è pressapoco la seguente:
se vuoi operare nel settore WEB in Cina, devi sottostare ad una serie di simpatiche regolucce che ti impongono i "capoccia" di Pechino. Se sei il motore di ricerca più utilizzato del mondo, hai, primo fra tutti, l'obbligo di filtrare le notizie poco gradite al governo (per esempio i fatti di piazza Tienanmen, non devono essere trovati, ne visti... insomma non esistono!). Google per aprofittare del mercato più redditizio del pianeta (i Cinesi sono davvero tanti...) decide di accettare le regole fino a quando un bel giorno, vittima di continui attacchi da parte probabilmente del regime stesso (che "bombarda" le caselle di posta GMail di alcuni dissidenti politici), per protesta toglie i filtri e Piazza Tienanmen torna ad esistere in tutti i computer della Cina. A quel punto a Pechino, dove la censura è un fiore all'occhiello (e vogliono che resti tale!), si arrabbiano parecchio e invitano BigG o a rispettare le regole o a smontare baracca e burattini. Li scende in campo anche il Governo USA. C'è un bel profumo d'incidente diplomatico, fino a che Google decide di tornare a rispettare le regole e a filtrare i contenuti, celando però dietro ad un "stiamo trattando", le sue reali intenzioni.
Quando pare che tutto possa finire "a tarallucci e vino", ecco l'ennesimo colpo di scena: sembrerebbe che su Google.cn si sia tornati ad aggirare la censura, facendo nuovamente imbestialire gli amici di Pechino che non vedevano l'ora di ribadire il loro concetto preferito: "o state alle nostre regole o ve ne andate di qui!"
Ora tutto sembra possibile... C'è chi è sicuro che Google lascerà la Cina, chi sostiene che chiuderà solo il motore di ricerca ma continuerà a fare business. Altri stanno già concentrandosi sullo sbarco in Oriente del fenomeno Twitter. Staremo a vedere quale sarà il prossimo movimento di questo valzer apparentemente infinito...
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
mercoledì 17 marzo 2010
Andes e il marketing del teletransporter
É un pò che non parlo nel blog di marketing ed advertising. Una mail di un amico spagnolo mi ha fatto scoprire però questa divertente iniziativa di marketing della birra argentina Andes. Lanciata nel passato autunno, "Teletransporter" è diventata una delle campagne virali più seguite sulla rete negli ultimi tempi (guardare il numero di visualizzazioni su Youtube...)
L'idea è semplice ma geniale. Si parte dal presupposto che a tutti gli uomini piaccia andare al bar, a bere della birra, con gli amici. Il problema è che le fidanzate, al contrario, odiano questo momento in cui vengono "trascurate". La soluzione? Una cabina (il teletransporter!) installata nei principali bar di Mendoza (regione andina, Argentina) che permette di isolare i rumori del bar stesso e proporre una vasta gamma di situazione acustiche alternative , "teletrasportando" di fatto i ragazzi in altri ambienti (si va dall'ospedale, al caos di una città trafficata, dalla palestra a situazioni critiche nell'accudimento dei nipoti). In questo modo essi possono rispondere tranquillamente alle telefonate delle fidanzate proponendo, di volta in volta, la scusa migliore.
Occhio non vede...cuore non duole! Davvero geniale!
Andes Teletransporter
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
mercoledì 10 marzo 2010
Google con un'occhio alla televisione
É notizia ufficiale di ieri mattina il forte interessamento di Google nei confronti della televisione. Il colosso di Mountain View sta testando nuovi servizi di interazione tra il web e la televisione, probabilmente nell'intento di far fruttare il suo dominio nell'advertising anche attraverso gli schermi televisivi. Google punta a creare un nuovo standard intorno ai decoder per la tv digitale terrestre: sarebbe il primo passo verso un nuovo modello di business. Ormai non ci stupiscono più l'assiduità e la "prepotenza" con cui BigG mette quotidianamente a soqquadro il mercato internazionale, ma questo passo verso i contenuti televisivi risulta davvero interessante.
Che Google voglia prendere... (Continua) "tutto" sembra essere ormai un dato di fatto. Il video australiano "The Beast file: Google", creato da Hungry Best rende bene l'idea della potenza del "mostro".
Ho trattato più volte in questo blog i continui sviluppi di Google e i sentimenti di paura e rivalsa,che Mountain View sta suscitando, rispettivamente negli utenti e nelle imprese concorrenti.
Ma d'altronde con questi numeri (presi da Royal Pingdom) l'onnipotenza del gigante sembra davvero difficile da contrastare, ed il timore di un controllo totale non può essere scartato a priori.
Che ne pensate?
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
Che Google voglia prendere... (Continua) "tutto" sembra essere ormai un dato di fatto. Il video australiano "The Beast file: Google", creato da Hungry Best rende bene l'idea della potenza del "mostro".
Ho trattato più volte in questo blog i continui sviluppi di Google e i sentimenti di paura e rivalsa,che Mountain View sta suscitando, rispettivamente negli utenti e nelle imprese concorrenti.
Ma d'altronde con questi numeri (presi da Royal Pingdom) l'onnipotenza del gigante sembra davvero difficile da contrastare, ed il timore di un controllo totale non può essere scartato a priori.
Clicca sull'immagine per ingrandire
Che ne pensate?
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
sabato 6 marzo 2010
CocreateLondon.com e la utilità dei social network
Per tutti coloro che credono che tutti i Social Network siano un inutile spreco di tempo, ecco CocreateLondon.com: la testimonianza che ci può essere qualcosa di buono anche nello sterminato campo delle applicazioni sociali. Questo interessante progetto vuole dare la possibilità a tutti i cittadini della metropoli londinese, di migliorare la propria città. Tutti sono invitati a proporre delle idee con lo scopo di "make London a better place". In seguito le idee vengono votate e condivise dagli utenti, come accade normalmente su Digg, e altri "social network dell'informazione". Dopo il primo step "virtuale", le idee più votate verranno studiate in workshop offline per valutarne la realizzabilità. L'obiettivo finale è arrivare direttamente al sindaco e trasformare effettivamente le proposte in soluzioni reali per la città.
Al momento oltre 230 le idee "pervenute", 180 le persone implicate e più di 2000 i voti espressi. Le proposte sono le più svariate e vanno dalla copertura Wi-fi per tutta la città a una gestione più funzionale della metropolitana.
Vorrei sottolineare la potenziale utilità di iniziative come questa che potrebbero portare (finalmente...?) ad un utilizzo appropriato degli strumenti sociali a disposizione, per esempio in ambito politico-amministrativo, a livello locale (l'utopistica interazione cittadino-PA?!?). La condivisione è senza dubbio il motore dei Social Network: spesso però il motore viene alimentato male. La benzina/contenuto è spesso scadente, inutile, ridondante (farmvilliani non arrabbiatevi... sono consapevole che anche il gioco voglia la sua parte...!). Cerchiamo invece di prendere spunto da questa iniziativa semplice ma propositiva, stimolante, insomma utile.
via | Downloadblog
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
Al momento oltre 230 le idee "pervenute", 180 le persone implicate e più di 2000 i voti espressi. Le proposte sono le più svariate e vanno dalla copertura Wi-fi per tutta la città a una gestione più funzionale della metropolitana.
Vorrei sottolineare la potenziale utilità di iniziative come questa che potrebbero portare (finalmente...?) ad un utilizzo appropriato degli strumenti sociali a disposizione, per esempio in ambito politico-amministrativo, a livello locale (l'utopistica interazione cittadino-PA?!?). La condivisione è senza dubbio il motore dei Social Network: spesso però il motore viene alimentato male. La benzina/contenuto è spesso scadente, inutile, ridondante (farmvilliani non arrabbiatevi... sono consapevole che anche il gioco voglia la sua parte...!). Cerchiamo invece di prendere spunto da questa iniziativa semplice ma propositiva, stimolante, insomma utile.
via | Downloadblog
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
mercoledì 3 marzo 2010
Internet: proprio una bella storia
Internet è proprio una bella storia... e soprattutto ha proprio una bella storia! Il video ("History of the Internet" di Melih Bilgil, pubblicato su Vimeo) che vi propongo oggi è un breve documentario animato che racconta proprio la storia di Internet fin dagli albori. Si parla del passaggio dal time-sharing al file-sharing e da Arpanet a Internet, il tutto in maniera semplice ed efficace.
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA
Iscriviti a:
Post (Atom)





















