L'argomento mi tocca da vicino poichè io stesso sono passato attraverso varie esperienze all'estero e sono convinto che una buona qualità di vita sia un obiettivo primario da perseguire. Al momento sono in Italia, non per scelta ma per vicissitudini impreviste...
Due articoli che ho letto oggi hanno provocato un certo cortocircuito nel mio cervello andandosi a sovrapporre, a completarsi e ad interagire con i miei pensieri, ricordi e convinzioni:
- il primo di Massimo Mantellini, che nel Manteblog riporta una lettera di una giovane italiana in "esilio professionale volontario" a Londra;
- il secondo, una classifica della qualità di vita nelle diverse nazioni, pubblicato dall'Economist e ripreso da Massimo Cavazzini su Telcoeye
Questa la riflessione di Valentina, che ho deciso di proporre interamente perchè merita davvero di essere letta e ha dato vita, sul Manteblog, ad una conversazione interessantissima.
Io vivo a Londra da 2 anni – un neuroncino scappato di casa.Questa invece la classifica basata su salute, educazione e benessere nei diversi stati (Europei e Americani)...
Lavoro circa il 30% in meno che a milano (9 ore al giorno 5 giorni alla settimana, invece di 12 al giorno se non 14 quando c’è una deadline e poi un paio di documenti da finire nel weekend così lunedì mattina sono pronti per review), e prendo oltre il 100% in piu all’anno di stipendio lordo.
Qui nessuno mi ha mai rifiutato le ferie o fatto storie per un permesso, non ho mai presentato un certificato per dimostrare la malattia, ho lavorato da casa ogni volta che ne ho avuto la necessità.
L’azienda inglese (80 persone, non migliaia) supporta iniziative formative gratuite come consulenze indipendenti sui piani pensione, opportunità di formazione gratuita del settore e via dicendo.
La banca, dopo che ero cliente da 6 mesi e senza che io me lo aspettassi, mi ha suggerito la miglior combinazione di bank account, saving account con promotional rates, ISA etc, tutto con accesso immediato ai miei soldi e zero spese. E mi chiama anche periodicamente per sapere come mi trovo. E no, non stiamo parlando di grandi cifre :) Nella mia banca italiana, il mio conto scende perchè gli interessi non coprono le spese.
I biglietti dei mezzi pubblici costano come fossero in scaglie d’oro, ma i mezzi funzionano. Meravigliosamente. Da Brighton a Edimburgo, tutta l’Inghilterra è raggiungibile in treno in tempi decenti. Se poi si è in 4, diventa gruppo, si applicano sconti massicci e i prezzi diventano più che accessibili.
Sono felice di vivere a Londra? No. Mi manca la mia famiglia, il sole, il cibo buono, vivere in casa mia invece che in affitto, vedere i miei amici nel weekend, prendere l’aperitivo a Milano, andare al mare in macchina. Odio la birra, la pioggia, trovo gli inglesi mediamente noiosi, poco efficienti ed estremamente piagnucolosi, e trovo Londra sovrappopolata da freaks che ci fanno troppo dentro.
Nel mentre, in Italia le mie amiche prendono 1,200€ al mese, si sono sposate, i genitori hanno messo la caparra per il mutuo della casa, hanno Suv e BMW e Audi che verranno pagati in rate mensili da qui all’eternità, la borsa di YSL, aspettano la 13sima e la 14sima perchè cosi possono pagarsi la vacanza o i regali di Natale. I mariti hanno le scarpe di Gucci, vanno allo stadio ogni domenica e in generale, un po’ tutti, mi fanno pensare che il baratro non sia ancora profondo abbastanza.
E che per quanto mi manchi ogni giorno, non tornerò.
Potete notare (ma forse lo immaginavate...) la posizione non proprio ottimale dell'Italia.
Io sinceramente mi sento molto vicino al pensiero di Valentina. Non per una questione di individualismo, di mero materialismo (i 2000 euro al posto dei 1000) o per mancanza di attaccamento nei confronti delle radici. Il problema è proprio quello della qualità della vita, al di fuori della professione, ma inevitabilmente legata a doppia mandata con essa. Personalmente ho maturato la convinzione che non vivrò mai per lavorare. La componente professionale deve rappresentare una parte importante della vita, non lo posso (nè voglio) negare. Ma c'è anche tanto d'altro e se non se ne può godere... meglio cominciare a farsi delle domande. Valentina se le è fatte. Si è data delle risposte. E ha scelto.
La vera fortuna, in fondo, è avere la possibilità di scegliere. Non tutti ce l'hanno. Non dimentichiamolo.
Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni. La conversazione è aperta.













8 commenti:
Ciao Paolo,
il tuo post mi ha emozionata. La lettera di Valentina arriva senza dubbio a toccare delle note dolenti di questo nostro vecchio paese nel quale ci propinano dalla mattina alla sera in tv la faccia di Corona e company o qualche altra bella figliola, per non usare termini peggiori, che esibisce le sue virtù.
E' un paese che vive e sguazza nel letame dei personaggi che ne fanno parte.
Per non parlare delle discussioni ad ogni ora che ci fanno subire sul calcio...
Non faccio la moralista ma in questo paese non si capisce più nulla.
La patria, la culla della cultura è diventata la patria della CULtura. C'è stata una involuzione.
Chirchill diceva: gli italiani perdano una partita di calcio come se fosse una guerra e una guerra come fosse una partita di calcio.
Aveva ragione. Siamo un paese bello ma finito.
E non vi è rimedio.
Ho vissuto come te esperienze all'estero, 6 mesi a Londra e 6 mesi ad Aalborg in Danimarca. Ho avuto modo di conoscere come si vive all'estero e l'importanza che si da all'estero ad alcune cose.
Ho vissuto in ambito accademico e sono stata fidanzata per 8 anni con un ricercatore universitario vivendo tutti gli step della sua carriera: laurea in economia con 110, dottorato di ricerca, collaborazioni importanti, pubblicazioni, assegno post doc e poi? Concorsi a non finire ma mai che fosse la volta buona per entrare...c'era sempre il raccomandato di turno.
Aldilà di quello che hai detto anche tu che nella vita la professione non è tutto ma ci sono anche altri valori ai quali dare importanza, e' giusto che una persona che studia e che ha quelle qualifiche venga pagata 1200 euro dall'università italiana?
Come lui quanti ne siamo? Non occorre essere dottori di ricerca...ci sono menti eccelse, creative che non hanno possibilità di esprimersi, di mettere a frutto le proprie passioni e saperi perchè non c'è nessuno che le ascolta.
Siamo un paese vecchio, lo ribadisco!
Un paese in cui trionfa l'ignoranza, il non senso civico, il non rispetto, la non cultura.
Scusa se non sono stata sintetica ma l'argomento mi tocca dal vivo e mi sta molto a cuore.
Grazie per aver pubblicato sul tuo blog questo bellissimo post.
mi inviti a nozze Paolo :). Sono praticamente nella stessa situazione di Valentina, anche se vivendo a Barcelona (via Dublino) alcune cose dell'Italia mi mancano meno, tipo cibo e spiaggia. Sono d'accordo su tutti i punti, sul livello salariale come anche sugli alti standard dei servizi, nonchè su tutte le iniziative che le aziende adottano per evitare che i dipendenti scappino alla prima occasione buona.
Eppure continuo a pensarci, da due anni a questa parte mi domando tutti i giorni: torno o resto? se torno in Italia dove potrei trovare un impiego simile al mio? a Milano? ne guadagnerebbe la mia qualità di vita? o in Sicilia, in riva allo Stretto dove sono nato e cresciuto. Ma a far che?
Davvero non lo so cosa mi manca dell'Italia (di certo non l'ossessione per le cose di marca o le BMW e le Gucci come dice Valentina). Forse è solo nostalgia. e cos'è la nostalgia? forse sentire la mancanza di una parte di me stesso.
anche a me è piaciuta tanto la lettere di valentina... anch'io ho vissuto un pò di tempo all'estero.. 1anno di erasmus... cameriera a dublino ecc ecc
Eppure adesso io all'estero nn ci voglio andare! Ogni tanto quando sono demoralizzata ho qualche amico che mi dice " ma qualche CV all'estero l'hai mandato? perchè per non mandi qualcosa anche fuori?".. ma perchè per lavorare bisogna andare per forza fuori dall'italia?
è tutto vero:
- l'italia è un paese vecchio
- i giovani non hanno possibilità, se non dopo anni di stage, contratti a progetto, a partita IVA, apprendistato e non so se ne stanno inventando degli altri ...;
- le donne ad un certo punto si troveranno a scegliere tra famiglia e carriera;
- le donne non fanno mai carriera e, se la fanno ..tutti si domandano quale capo si sia fatto;
- se sei giovane ti considerano uno stagista, se sei giovane e donna .. ti considerano la segretaria;
- guadagni poco più di 1000 € al mese, devi lavorare 10 ore al gg, il weekend e se prendi le ferie il primo anno ti guardano male;
- le aziende cercano neo laureati 23 enni, masterizzati e con 3 lingue, se sai la 4 lingua sarà apprezzato!
Il ns è il Paese del bunga bunga, di Silvio che fa i festini e che regala €€€€ a chi gli serve meglio il campari, di Silvio che consiglia alle ragazze che se vogliono una vita agiata devono trovare un ragazzo come suo figlio...
Ci sono tante e tante cose negative, io lo so, ma non voglio dover andare all'estero per costruirmi una vita serena e non dico agiata, ma decentemente normale! Io all'estero ci sono stata e so che non potrei viverci per sempre perchè dopo un pò mi mancherebbero gli affetti, la pasta al pomodoro e la pizza margherita, gli aperitivi con le amiche, lo shopping milanese, il mare, il sole... insomma nonostante tutto, dopo un pò mi mancherebbe troppo questa Italia!!!
C'è di più a mio parere, caro Paolo. Credo che il nostro splendido paese abbia dal punto di vista socio-culturale toccato il fondo, purtroppo.
Favori clientelari, razzismo (diffuso), limitazioni della libertà in ogni dove...
Questo video, anche se molto amaro, mi pare fotografi benissimo la situazione.
http://www.vimeo.com/2399227
ahia! tocchi un tasto dolente l'italia come hanno gia' scritto nei commenti precedenti e' un paese vecchio governato da vecchi! :-(
La lettera è la triste verità e comunque anche all'estero non sono tutte rose e fiori! A parte che a me londra piace da matti (purtroppo abito in italia) e mi lamenterei solamente per il cibo(che poi in realta' bisogna solo ringraziare perche' alla fine si è ospiti in un altro paese)!
cmq anche la' hanno i loro problemi e anche se si guadagna di piu'il costo della vita e' molto alto e anche loro si indebitano pesantemente.
Certo hanno molto piu' rispetto per il lavoro e sicuramente pagano meglio che in italia che ormai si va avanti a colpi di contratti farlocchi e stage sottopagati.
@letizia grazie a te della passione che ci hai messo nello scrivere il commento. Purtroppo non posso che prendere atto che la situazione è quella che tu riferisci.
@cristiano beh caro mio ti capisco, anche se io quando sono partito non ne volevo più sapere nulla dell'Italia e degli italiani e poi col tempo ho imparato ad apprezzare le radici. Forse è quella la nostalgia... Pensaci bene comunque!
@cristina apprezzabile la lotta alle avversità, un carattere da guerriera!
@ema condivido ogni singola parola amico mio. Anche la nostra storia personale lo dimostra. Il video dice tutto della situazione... http://www.vimeo.com/2399227
@evilripper e infatti ciò che mi preme sottolineare è che è fortunato (davvero!) chi ha la possibilità di scegliere dove vivere la propria vita. L'Eldorado non esiste... ma ognuno sa come vuole trascorrere la propria vita.
Salve a tutti,io è un'anno che vivo in Svizzera.
Zurigo ha vinto per 6 anni il premio come citta dove si vive meglio nel mondo.
Io faccio il cameriere 2 gg alla settimana liberi,5 settimane di ferie all'anno.
Il mio stipendio è tre volte quello che prendevo in fabbrica.
La vita è più cara,si ma è vita.
Nella cittadina in cui vivo Winterthur 100.000 abitanti ha 6 piscine scoperte e altrettante coperte palestre,pattinaggio,piste ciclabili ecc... scuole nuove parchi giochi per i bambini ovunque,verde tanto verde ,dopo tanti anni ho risentito il profumo dell'autunno delle foglie.
Di cosa vogliamo parlare dei trasporti,della burocrazia,servizi,ospedali,scuole,universita'.
Non fatemi ridere,comunque io sono contento che molti italiani se ne rimangano in italia almeno qui siamo tranquilli.
Per il mangiare posso mangiare quello che voglio,anche le orecchiette,le lasagne i cannelloni non vivo in africa,la pizza è come quella italiana.
Il tempo...mmhhh certo non è quello italiano,ma per uno che non sopporta il caldo va bene.
Le spiagge... con quello che guadagno me ne vado in ferie a Cuba,fatemi il piacere guardatevi il video della meglio gioventu' del professore universitario.
Cordiali saluti un felicissimo italiano all'estero con tutta la famiglia
Ho letto con grande interesse il post e dato uno sguardo pure all'articolo di Mantellini.
Quello che posso dire da parte mia avendolo sperimentato in prima persona è che l'estero offre delle opportunità in più ma per accedervi bisogna avere dele competenze medio alte. Ti faccio un esempio pratico: per entrare nelle migliori business school europee anche pubbliche (dove il costo è basso ma la qualità alta)bisogna superare una serie di test non proprio abbordabili e che richiedono uno studio non indifferente, il che comporta una conoscenza della lingua e delle materie logico matematiche non indifferente. Ora se uno vuole veramente andare all'estero può certo partire per così dire all'avventura ma senza un minimo di basi sa linguistiche sia professionali la vedo estremamente difficile.
Secondo me il trasferimento all'estero deve essere un minimo pianificato per ottenere il massimo dei benefici senza rischiare di sprecare una grossa opportunità.
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