mercoledì 30 settembre 2009

Obama? Un'illusione... e se lo dice Chomsky!

Proprio in questi giorni ho discusso con amici sull'operato di Obama. Sul presidente degli USA, ormai in carica da alcuni mesi, sono riposte molte speranze anche da parte di noi europei, soprattutto su temi quali l'attuale crisi economica, l'energia e le strategie per la pace nel mondo.
Su Facebook qualche giorno fa ho posto la seguente domanda: "è giusto riporre in Obama tutte le speranze?" con la curiosità di capire qual'era l'opinione della gente che mi circondava.
Interessanti le parole di E.N. "Io sono ottimista riguardo ad obama, mi piacciono i progetti che dice avere in mente,a partire dall ambiente (...) Poi più che riporre le speranze in lui, mi auguro che lui possa far rinascere le speranze nella gente", seguite da quelle di R.M. "Se Obama fosse venuto fuori in tempi più floridi avremmo assistito ad un mutamento epocale (...) anche lui è cazzuto e non si tira indietro(vedi riforma sanitaria),tuttavia una parte dell'opinione pubblica nutre ancora pregiudizi di tipo razziale nei suoi confronti e questo gli tiene le mani legate...senza dimenticare che le lobbies in america hanno un enorme ingerenza nelle scelte di politica interna e non...staremo a vedere....magari avere in Italia un personaggio di questa levatura morale e caratura politica!!!".
Sinceramente anche io stesso, dopo un pò di scetticismo iniziale ho cominciato ad appassionarmi ai programmi politici di Obama, sperando che la sua influenza potesse fare da traino per le (pseudo)democrazie europee.
Poi ieri, grazie ad un altro "dibattito" con un'amica, innescato dal risultato delle elezioni tedesche (si parlava della svolta a destra di quasi tutta l'Europa, contrapposta, a mio parere con la svolta a sinistra USA) sono venuto a conoscenza di un intervista fatta a Noam Chomsky, dal giornale messicano La Jornada dove tra i vari argomenti veniva analizzato l'operato del presidente degli States.
Beh in quest'intervista il celebre linguista, filosofo e teorico della comunicazione, sicuramente uno dei più grandi intellettuali contemporanei dissidenti, si dichiara pessimista riguardo all'argomento, e usa parole davvero dure.
(...)

Dalla traduzione su www.carta.org: "L’elezione di Barack Obama ha generato grandi aspettative in America latina, ma sono solo illusioni. C’è un cambiamento, è vero, ma solo perché il governo di Bush è stato così estremo, rispetto allo spettro politico statunitense, che chiunque si sarebbe mosso verso il centro. Di fatto, lo stesso Bush, nel suo secondo mandato è stato meno estremista. Si è disfatto di alcuni dei suoi collaboratori più arroganti e le sue politiche sono state più moderatamente centriste. E Obama, prevedibilmente, continua con questa tendenza e ha virato verso una posizione più tradizionale (...). Obama è un ritorno al centro. (...) Lo stesso avviene in politica interna. I consiglieri di Obama durante la campagna elettorale sono stati molto attenti a evitare che si impegnasse per qualcosa. Gli slogan sono stati la «speranza» e il «cambiamento in cui credere». Qualsiasi agenzia di pubblicità sensata avrebbe dato lo stesso consiglio, dato che l’80 per cento dei cittadini pensava che il paese andasse nella direzione sbagliata. McCain diceva cose abbastanza simili, ma Obama è più piacevole, più facile da vendere come prodotto. Le campagne elettorali sono solo una questione di marketing. Stavano vendendo il «prodotto Obama» in opposizione al «prodotto McCain». E’ drammatico vedere quante illusioni cirolano, tanto dentro come fuori dagli Usa.
Negli Stati Uniti quasi tutte le promesse fatte nell’ambito della riforma del lavoro, della riforma della salute, dell’energia sono state quasi annullate. (...) Obama ha appena chiuso un accordo segreto con le compagnie farmaceutiche per assicurargli che non ci sarà alcuna iniziativa governativa per regolare il prezzo delle medicine. Gli Stati Uniti sono l’unico paese del mondo occidentale che non permette al governo di usare il proprio potere per regolare il prezzo delle medicine. L’85 per cento della popolazione si oppone a questo fatto, ma questo non fa alcuna differenza, fino a quando tutti non si renderanno conto di non essere soli a opporsi. L’industria petrolifera ha già annunciato che userà la stessa tattica per bloccare qualsiasi progetto di riforma energetica. Se gli Usa non stabiliscono controlli efficaci sulle emissioni di CO2, il riscaldamento globale distruggerà la civiltà moderna. Il quotidiano finanziario Financial Times ha rilevato, a ragione, che si anche c’era stata una speranza per Obama di cambiare le cose, adesso sarebbe già una sorpresa se riuscisse a rispettare il minimo delle sue promesse. La ragione è che non voleva cambiare molto le cose. E’ una creatura di chi ha finanziato la sua campagna elettorale: le istituzioni finanziarie, quelle energetiche, le imprese. Ha l’aspetto di una brava persona, sarebbe un buon commensale per una cena, ma questo non basta per cambiare la politica. Sì c’è un cambiamento, ma molto più soft. La politica viene dalle istituzioni, non è fatta dagli individui. Le istituzioni sono molto stabili e molto potenti. E trovano il modo di affrontare quello che succede. I mass media sono un po’ sorpresi per il fatto che si sta tornando dove si è sempre stati. Lo riferiscono, perché è difficile non farlo, però il fatto è che le istituzioni finanziarie vantano che tutto sta tornando come era prima. Hanno vinto. (...) In un recente reportage sono stati esaminati alcuni dei principali consiglieri economici di Obama. La conclusione è che la maggior parte di loro non dovrebbe essere lì, ma di fronte a un tribunale, perché sono stati coinvolti nella gestione della contabilità e di altre faccende che hanno fatto scoppiare la crisi.
Per quanto tempo si possono alimentare le illusioni? Le banche oggi stanno meglio di prima. Prima hanno ricevuto un enorme aiuto dal governo e dai contribuenti e lo hanno usato per rafforzarsi. Sono più grandi che mai, perché hanno assorbito i più deboli. Cioè, si stanno ponendo le basi per la prossima crisi. Le grandi banche stanno approfittando di una polizza di assicurazioine del governo, che si chiama «troppo grande per fallire». Se si tratta di una banca enorme o di un fondo di investimenti importante, diventa impossibile lasciarli fallire (...).

Insomma, Chomsky c'è andato giù pesante, invitandoci ad una serie di riflessioni che non possiamo trascurare.

Ora vi ripongo la stessa domanda fatta la scorsa settimana: è giusto riporre tutte le speranze in Obama?

A voi le risposte...





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lunedì 28 settembre 2009

Internet: i numeri sono importanti!

Questa è l'ultima versione dei video "Shift happens" aggiornata all'autunno 2009, sviluppata da XPLANE in collaborazione con The Economist.
I numeri sono spesso indice indiscutibile di ciò che avviene intorno a noi. Per quanto riguarda internet ed i fenomeni ad esso connessi, i numeri in cui ci imbattiamo sono davvero impressionanti:
più di 300 milioni di persone sono iscritte a Facebook, più di 200 milioni a MySpace. Se consideriamo gli utenti di questi Social Network, una nazione, avremmo a che fare rispettivamente con la quarta e sesta potenza mondiale, dietro a Cina, India e Stati Uniti e con l'Indonesia nel mezzo...
Ogni mese su Google si registrano 31 miliardi di ricerche! Per raggiungere un'audience di mercato di 50 milioni di persone, la radio ci ha impiegato 38 anni, la TV 13, Internet 4, l'I-Pod 3, Facebook...2!!! YouTube dichiara qualcosa come 350 milioni di visitatori al mese. Quasi 10 milioni di utenti registrati hanno contribuito a Wikipedia, 160.000 dei quali sono considerati attivi. Più di 35 milioni di persone hanno postato e taggato 3 miliardi di foto e video su Flickr. Yahoo ospita 7.8 milioni di gruppi che parlano di ogni possibile argomento. Google ne ha 3.9 milioni.

Le rivoluzioni sono partite da numeri molto più piccoli! Cosa ne pensate???


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domenica 20 settembre 2009

Gli Ultrà rispondono: No alla tessera del tifoso!

Si mobilitano gli Ultrà di tutta Italia per manifestare dissenso sull'art. 9 della norma che disciplina la tessera del tifoso.
Secondo il sito dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive "la tessera del tifoso è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale. Il progetto lanciato dall'Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei tifosi ufficiali".
Gli ultra' ritengono la tessera' del tifoso "un'ulteriore schedatura, un'imposizione sul libero cittadino" e come sempre trovano il modo di comunicarlo, attraverso molteplici manifestazioni in tanti stadi (numerose le tifoserie che hanno disertato i primi tempi delle partite, o parte di essi, per protestare!) e l'esposizione di striscioni (forma di comunicazione primaria per le tribù da stadio) che come spesso accade si dimostrano carichi di ironia e creatività.
Particolarmente azzeccato lo striscione esposto dagli ultrà del Bari nel corso della partita odierna contro l'Atalanta: "RISSE, STRISCIONI, ESCORT E COCAINA...TESSERE DEL PARLAMENTARE QUANTO PRIMA!" (da Repubblica.it)
Come dargli torto?!?

Sono curioso di sapere il vostro parere (tifosi e non-tifosi). Commentate.

Paolo Ratto
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venerdì 18 settembre 2009

Twitter e la curiosa arte della...sintesi!

Notizia dell'ultim'ora: Twitter "apre" alla possibilità di fare chiamate gratuite tra utenti.

Il popolare servizio di microblogging, famoso per permettere la pubblicazione di messaggi di non oltre 140 caratteri, decide di ampliare le sue potenzialità diventando anche servizio di microphoning, utilizzando la tecnologia VoIP (la stessa di Skype per intenderci).
Perchè microphoning? Beh perchè le conversazioni tra utenti avranno un limite massimo di 2 minuti al termine dei quali la chiamata verrà troncata: un breve scambio di battute insomma!
Queste peculiari caratteristiche di Twitter che impone limiti spaziali, ed ora anche temporali, ai propri servizi ed ai propri utenti, mi hanno riportato con la memoria nel passato...

Sicuramente nella vostra vita vi sarà stato un professore o una professoressa che (più o meno direttamente) vi avrà tediato sottolinenado l'importanza dell'essere sintetici quando si scrive. Soprattutto per quelli come me che erano soliti gonfiare pochi concetti in paginate e paginate (tecnica che alle superiori si rivelava sempre proficua!), il dono della sintesi è sempre restato qualcosa di misterioso!
Diversamente invece nel linguaggio verbale, in cui una dialettica pomposa e una retorica altisonante avevano sempre la meglio su uno scarno elenco di concetti sputati in stile lista della spesa (tecnica proficua per la memorizzazione ma mai per l'esposizione!).
Come dimenticarmi poi di una iniziativa degli operatori telefonici romeni (nella mia infanzia, ero solito trascorrere in Romania la maggior parte delle vacanze scolastiche), che agli albori dei telefonini cellulari offrivano gratuitamente i primi 10 secondi di chiamata. E lì veramente ricordo virtuosismi memorabili all'insegna della sintesi verbale: eliminato il "pronto" alla risposta si passava grazie alle abbreviazioni (tanto care alla sms generation) e al ritmo incalzante, direttamente al "ciadoveseiiosonoinviaxnelbarxtiaspetquanonritardarciao!"(libera traduzione dal romeno!), il tutto in 3 secondi netti...alla faccia della Romtelecom che si accorse che tutto il paese aveva sviluppato un nuovo modo di parlare low cost e tagliò il servizio dopo aver dapprima ridotto i secondi a 5...poi a 3...e poi a 1 (non potete immaginare in 1 secondo, cronometro alla mano, i numeri che ho visto fare!).
Tirando le somme, mi sembra che il popolare Social Network, oltre alla ormai comprovata efficacia nella rapidità di diffusione delle informazioni, si proponga come baluardo in difesa della capacità di sintesi scritta e orale: in 140 caratteri o in 2 minuti si possono comunque dire un sacco di cose, basta solo un pò di organizzazione!

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lunedì 14 settembre 2009

Couch Surfing: la rete dei viaggiatori (o i viaggiatori in rete!)

"Vado in Danimarca!".... "Chissa come ti spennano!"... "No, mi ospitano!"... "Ah! Vai a trovare amici?!?"... "No... uso Couch Surfing!".
Così si chiama (letteralmente "surfare tra i divani"); ed è una delle comunità on-line più in voga al momento, figlia dell'enorme e per nulla trascurabile spinta alla condivisione del web 2.0.
Couchsurfing presenta tutte le caratteristiche di un Social Network: ci si iscrive, si compila il proprio profilo, si pubblicano foto, si "stringono amicizie", si comunica via mail. La peculiarità sta nel fatto che tutto ciò viene fatto in funzione di un solo obiettivo: viaggiare.
Chi partecipa decide il contributo da dare alla comunità dei travelers: da semplici risposte a richieste di informazioni sulla propria città, ad offerte di guidare i viaggiatori alla scoperta dei propri luoghi, fino adirittura ad ospitarli (e sottolineo ospitare, quindi senza lucro, in un periodo di crisi così...un bel vantaggio!) in casa, a seconda delle disponibilità di spazio e tempo. Da buon Social Network vi sono i gruppi (delle varie nazioni, regioni e città e chi più ne ha più ne metta...) che facilitano l'aggregazione degli utenti ed un ottimo motore di ricerca che permette di scovare le persone a secondo della zona di residenza. Tutto si basa sulla possibilità di commentare i profili degli utenti, funzionalità che porta alla creazione di una serie di feedback che garantiscono (in perfetto stile E-Bay), l'esistenza e l'affidabilità degli iscritti.
La sicurezza (tema tanto caro attualmente ai nostri media...e non solo...) viene inoltre garantita da una serie di verifiche degli amministratori sui profili (la privacy è però totalmente garantita, da una moltitudine di opzioni).
Una precisazione va fatta sulla mission della comunità che non è di viaggiare a basso costo (aspetto che comunque ha portato notorietà), ma di “costruire una rete internazionale di persone e luoghi, di creare scambi educativi, di aumentare la consapevolezza collettiva, di diffondere la tolleranza, e di facilitare la comprensione culturale.” La vera essenza è quindi quella di poter muoversi non da turista classico, spesso costretto ad accontentarsi dei luoghi più "commerciali", ma poter andare più a fondo nella cultura, nel paesaggio, nelle tradizioni delle varie comunità locali. I luoghi in cui viaggiamo e le persone che incontriamo, sono ricchi contenitori di informazioni e di esperienze: l'idea è conoscere e imparare cose lontane dalle nostre culture, vivere situazioni che non si sarebbero mai vissute, conoscere persone che non si sarebbero mai incontrate, il tutto condito da una dose di imprevedibilità che rende tutto più eccitante.
Personalmente mi sono iscritto da poco e con molto entusiasmo ho notato una forte partecipazione e disponibilità al momento di chiedere informazioni e ospitalità. Di fatto sono appena tornato da un viaggio in cui sono stato ospitato una notte in Danimarca e una notte in Spagna da 2 couchsurfer, che mi hanno impressionato per l'ospitalità e l'apertura mentale. Sempre più spesso mi capita durante i viaggi di incontrare giovani europei (e per fortuna anche italiani...) che si spostano in questo modo, dimostrando che coloro i quali spesso si lamentano per le limitate possibilità e gli elevati costi per muoversi, probabilmente dovrebbero guardarsi intorno con un pò più di sagacia.

Paolo Ratto

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