domenica 26 febbraio 2012

Twitter e quei (falsi) 500 milioni..

Già in gennaio quando in molti annunciarono che presto Twitter avrebbe raggiunto i 500 milioni di utenti iscritti, storsi il naso.

In questi giorni poi, in cui da tutte le parti si celebra proprio il traguardo dei 500 milioni di utenti iscritti al social network "cinguettante" (ammesso che di social network si possa parlare), mi sono messo alla caccia di dati reali che potessero dimostrare che le mie sensazioni fossero esatte.

Parlo di sensazioni ma non solo. Basta un minimo di razionalità per capire che il paragone numerico tra profili Twitter e Facebook 1:2, non sta "nè in cielo nè in terra". Anche considerando l'Italia come totalmente retrograda nei confronti dei "cinguettii", per ciò che vedo intorno a me, non sta in piedi neppure un rapporto 1:10 (naturalmente non parlo di statistiche ma di percezioni).

Dal momento che non volevo scrivere un post fatto solo di percezioni (conoscendo bene l'animo "da Don Chisciotte" che pervade spesso la blogosfera italiana!) ero alla ricerca dei veri numeri quando mi sono imbattuto in un articolo del sempre ottimo Luca Conti, che li aveva già trovati e ampiamente documentati.

A lui vi rimando pertanto per l'illuminante smascheramento della bufala.
(...) Da questi numeri si deduce che siamo ben lontani da 500 milioni di profili esistenti, ma quanti sono quelli in cui l’utente fa login e usa Twitter? Molti molti meno! Semiocast, altra azienda simile a Twopcharts, ha diffuso un dato più verosimile, sempre non ufficiale, tutto sommato simile a Twopcharts depurato dai profili inesistenti. Semiocast dice che nell’arco dell’ultimo trimestre 2011, 3 mesi, i profili esistenti sarebbero 380 milioni. Per l’Italia la stessa fonte dice che i profili esistenti sarebbero nello stesso periodo 4 milioni, di cui 2 milioni con login, quindi profilo attivo, e 1 milione che ha scritto qualcosa. Quanto è stata ripresa questa fonte? Zero sulla stampa generalista, eppure la credibilità sulla carta è la stessa.

L.Conti, 500 milioni di utenti su Twitter e l'innocenza del giornalismo



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venerdì 24 febbraio 2012

Twitter e gli account (politici) "posseduti"...

Era successo qualche giorno fa a Marta Vincenzi, sindaco di Genova, dopo la batosta nelle primarie del PD.

Sembra si sia ripetuto ieri con la "pagina" Twitter della CGIL.




Speriamo che si tratti davvero di accout (politici) "posseduti" (le somiglianze tra i due casi sono piuttosto evidenti!) perchè altrimenti sarebbe davvero difficile dare torto a Massimo Mantellini quando parla di gestione leggera ed incompetente dei social media.

E della serie "mal comune mezzo gaudio" sembra che oltralpe le cose non vadano molto meglio...


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mercoledì 22 febbraio 2012

Quando la Liguria ti ascolta!

Fa piacere essere chiamato in causa, in qualità di esperto del settore, per "giudicare" un progetto innovativo creato proprio nella (e dalla!) tua Regione.


Fa ancora più piacere quando alle eventuali perplessità che manifesti segue un atteggiamento propositivo da chi quel progetto l'ha ideato e ci mette personalmente la faccia.


Quando poi noti con piacere che la direzione intrapresa è quella che tu avevi suggerito, sei proprio contento.


Complimenti a Lidia Marongiu e a tutto lo staff de "Il turismo che vorrei in Liguria", progetto istituzionale della Regione per la raccolta di contributi per la costituzione del piano triennale per il turismo, presentato in questi giorni alla BIT 2012.



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lunedì 20 febbraio 2012

La prossima volta che ti emozioni davanti ad un Doodle

La prossima volta che ti emozioni davanti ad un Doodle...
... ricordati che c'è la possibilità, non proprio remota, che proprio chi "fabbrica" quella meraviglia, ti stia portando via, senza che tu te lo immagini neanche, tutti i dati di navigazione.

E se le mie perplessità sulla condotta di Google sono ampiamente note a chi mi legge (e per chi capita qui per la prima volta vi invito a rifletterci su...) qui il discorso va ampiamente oltre e coinvolge una schiera ben nutrita di furbastri che non possiamo e dobbiamo più tollerare.

E le scuse non bastano più. Sia chiaro.


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venerdì 17 febbraio 2012

Acquisto di "social fan": tutti i retroscena!

Uno degli argomenti più dibattuti nella blogosfera, da quando i social network sono diventati canali di comunicazione per strategie di marketing online, è relativo alla misurazione del ROI per iniziative di social media marketing.

Nonostante da più parti sia chiaramente avvertita l'esigenza di passare a metriche qualitative che meglio si adattino con la natura del web sociale, la quantità sembra farla ancora da padrone, a tal punto che i siti per l'acquisto di fan di Facebook e follower di Twitter (e non solo!) si stanno ritagliando uno spazio sempre più di rilievo.

E' curioso notare come, nonostante tutti gli attori del settore predichino la completa inutilità di questo acquisto di seguaci, a "tanto al chilo", continuino a moltiplicarsi i servizi che lo propongono, a tal punto da sollevare una buona dose di dubbi sul fatto che in effetti ci sia davvero chi ne usufruisca.

Per cercare di capirne di più ho cercato, in qualche modo, di entrare in contatto con chi gestisce una di queste realtà e... dopo qualche tentativo andato a vuoto, ci sono riuscito!

L'occasione me l'ha data Magic Viral, ed il suo responsabile marketing Sal Paradiso, che mi ha concesso un'intervista, che propongo interamente di seguito. Spero che possa servire per soddisfare la curiosità nei confronti di questo controverso fenomeno.


IO: Se un servizio come MagicViral resta in piedi, significa che ci sono clienti che acquistano i vostri pacchetti. Qual è il vostro cliente "medio"? Più la piccola impresa che si affaccia per la prima volta sul mondo del social web o i grandi brand desiderosi di apportare numeri alla massa critica?

SP: I servizi che vanno per la maggiore sono la richiesta di incrementare le visualizzazioni di un video su YouTube e la richiesta di aumentare i fan su facebook (soprattutto su pagine legate ad aziende, prodotti commerciali ed eventi). Ultimamente è in forte crescita l'acquisto di commenti per video YouTube (acquistato in bundle con le visualizzazioni). Questo servizio di fatto valorizza le visualizzazioni acquistate e indirizza il giudizio dei neo-osservatori verso un preciso tipo di pensiero.

I clienti dei nostri servizi appartengono a diverse categorie:
  1. Agenzie pubblicitarie che realizzano video per conto terzi e, per dare un boost iniziale al virale realizzato, acquistano pacchetti composti da visualizzazioni, fan, commenti e ranking.
  2. Musicisti e videomaker privati che, prima di presentare il proprio prodotto a delle major (emittenti televisive, etichette discografiche, etc..), incentivano il loro video (o la loro canzone) con visualizzazioni e ranking di gradimento positivi in modo da suscitare nell'acquirente un elevato interesse per il prodotto proposto.
  3. Grossi marchi che, certi di raggiungere in breve tempo un numero elevato di fan della propria pagina, prima di promuoverla ufficialmente, ne aumentano artificialmente gli iscritti in modo tale da presentarsi al lancio della loro nuovo prodotto già con un numero importante di fan.
  4. Organizzatori di eventi che, per dare il giusto lancio iniziale all'evento, aumentano la credibilità della loro pagina Facebook con l'acquisto di fan.

IO: Proponete una serie di pacchetti molto variegati. Quale ha più richieste? Facebook, Twitter, Youtube o altri?

SP: Sicuramente i servizi che vengono maggiormente acquistati riguardano Facebook e YouTube, in particolare le richieste che ci arrivano sono "Come aumentare i fan su FaceBook?" e "Come aumentare le visualizzazioni su YouTube?"

A seguire ci sono le richieste su come aumentare i followers su Twitter e su come aumentare le visualizzazioni su Vimeo.


IO: Ho notato che le scadenza nella "consegna" dei vostri pacchetti sono molto rapide. Come fate a livello tecnico a garantire un'affluenza cosi massiccia sulle pagine dei vostri clienti in cosi poco tempo? (leggo: Facebook 100.000 fans in 45 giorni, da record!)

SP: Il nostro sistema di "consegna" dei fan su Facebook è molto rapido poiché disponiamo di un parterre di collaboratori (tutti utenti REALI di Facebook) che si sono iscritti al nostro circuito e che vengono pagati per ogni click che realizzano sui link che gli vengono consigliati. In questo modo quando facciamo girare l'informativa interna che c'è una richiesta da parte di un cliente (nell'esempio da te fatto: 100,000 fans) riconosciamo il pagamento solo per i primi 100,000 nostri collaboratori che cliccano "Mi Piace". E' con questo sistema che garantiamo rapidità nella consegna dei nostri servizi (di solito anziché 45 giorni il servizio viene espletato in soli 10 giorni) e genuinità sui fans iscritti.

NON utilizziamo nessun genere di software che genera finti utenti e NON utilizziamo nessuna net-farm in paesi asiatici (come qualcuno ha scritto) con "migliaia di cinesini che cliccano sui link richiesti".

I fans che consegniamo sono TUTTI autentici e reali, come le visualizzazioni su YouTube e come tutti gli altri servizi offerti. Fino a poco tempo fa non potevamo garantire la provenienza geografica e di età dei fan, ma da pochi giorni ci siamo organizzati per offrire ai nostri clienti anche la possibilità di targetizzare i fan che cliccano "Mi Piace" sulla propria pagina. In questo modo si potrà scegliere la nazione dei fan, la loro età e perfino il loro sesso.


IO: Che cosa ne pensate della blogosfera che critica aspramente servizi come il vostro, sottoineando giustamente come sia meglio avere pochi fan ma reali piuttosto che una quantità abnorme di fan fake, o comunque che non interagiscono e fanno solo "numero"?

SP: Sono scelte prettamente commerciali ed è per questo che i nostri clienti sono principalmente Aziende, Agenzie, Associazioni ed eventualmente privati che hanno comunque finalità commerciali sul prodotto da divulgare. L'esempio che mi piace fare per chi utilizza il nostro servizio è il seguente:

La vostra pagina Facebook (o il vostro video su YouTube) è come se fosse un ristorante: i clienti ci passano davanti e se lo vedono pieno di gente si fermano volentieri a mangiarci una cosa. Noi vi riempiamo il ristorante di gente, poi sta a voi garantire ai vostri clienti la qualità del cibo, perché se è veramente buono torneranno.

E per i Social Network funziona esattamente così: se vedo su YouTube un video che ha un ranking elevato, visualizzato da migliaia di persone e con commenti positivi, lo guarderò incuriosito. E se il video è un video di qualità farò anch'io Mi Piace e scriverò anch'io un commento positivo, altrimenti il mio commento e il mio ranking saranno cmq negativi. E' per questo che non vedo nulla di male in questa tipologia di servizi, è semplicemente un ulteriore investimento economico che un'azienda decide di fare per incrementare la propria attività on-line.


Che cosa ne pensate delle argomentazioni proposte da Sal? Quali altre curiosità vorreste soddisfare? Discutiamone nei commenti.

Segnalo che, curiosamente proprio oggi, Francesco Gavello, uno dei blogger che seguo con maggiore costanza, ha pubblicato un ottimo articolo sull'argomento.


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giovedì 16 febbraio 2012

Pinterest: tutte le infografiche che lo raccontano!

Facendosi un giro su Pinterest si ha l'ennesima prova dell'importanza dell' infografica, uno degli strumenti attualmente più utilizzati (forse troppo?) nella ricerca della viralità in ambito marketing online.

Basta una rapida occhiata per rendersi conto della predominanza di questo tipo di immagini all'interno della piattaforma(questo il mio account Pinterest all'insegna del Social Web, ma non solo!).

Oggi però ho deciso di proporvi tutte le infografiche trovate sul Web che "raccontano" proprio il fenomeno Pinterest. Ne ho scovate cinque. Se ne conoscete altre segnalatele e provvederò ad aggiornare la lista!







UPDATE: Ecco altre infografiche di questi giorni sul fenomeno Pinterest!




UPDATE 2: Un'altra infografica su Pinterest.


UPDATE 3: Continuano le infografiche che raccontano Pinterest. Eccone altre due...






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mercoledì 15 febbraio 2012

Marketing della scusa...

Parlavo (troppo presto, forse) di marketing della trasparenza...

Poi mi capita sott'occhio la "questione Path", ovvero il furto dei dati contenuti nella rubrica degli utenti che utilizzano l'app e le successive scuse del CEO Dave Morin che ne annuncia la cancellazione istantanea.

Va bene chiedere scusa soprattutto quando ti beccano con le mani nella marmellata. Si tratta infatti di un enorme passo avanti rispetto ad anni e anni di comunicazioni a senso unico aderentissime al "nego tutto!".

Va bene. A patto che non si innauguri un "marketing della scusa", che rappresenta solo un evoluzione di vecchie furbesche dinamiche che vorremmo, una volta per tutte, cancellate nel rapporto con i brand.

Quindi... Occhi aperti.


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